COMMISSIONE EUROPEA
Avviata una consultazione pubblica
La società dell’informazione e i media rappresentano un settore economico cruciale per la prosperità e la qualità della vita dell’Unione europea. La loro importanza non riguarda solo le infrastrutture e gli strumenti tecnici ma anche i contenuti e di conseguenza l’accesso all’informazione e a tutti i servizi che le telecomunicazioni in genere possono fornire. Curare la salute delle persone, offrire opportunità sempre nuove di istruzione e di cultura fanno aumentare il grado di partecipazione democratica della popolazione e rappresentano un reale esercizio di cittadinanza. A ribadire questi concetti è stata VIVIANE REDING , Commissario europeo responsabile per la società dell’informazione e i mezzi di comunicazione nel corso di un incontro con i giornalisti il 9 ottobre a Roma, promosso dall’European Press Club (Epc). INVESTIRE NELLA RICERCA. “Le telecomunicazioni (tlc) rappresentano il 50% della crescita economica europea. Negli Usa questa percentuale sale all’80%”. E’ partita da questo dato Viviane Reding, per mettere in evidenza uno dei principali punti deboli dell’Europa attuale. Nel suo intervento il Commissario europeo si è soffermato sulla necessità di “investire nell’educazione ai media e nell’istruzione nel campo delle telecomunicazioni” che rappresentano due dei principali strumenti “per aumentare la crescita economica e culturale dell’Ue”. “Attualmente – ha detto – l’investimento pro capite annuo in Europa nel campo delle telecomunicazioni si attesta sui 70 euro, molto al di sotto dei 210 euro degli Stati Uniti. Serve, dunque, investire nella ricerca. Nei prossimi anni in Europa avremo bisogno di 615mila tra ingegneri e tecnici, figure essenziali a sviluppare studi e ricerche nel campo delle tlc. E’ urgente che imprese, centri di ricerca, università e governi lavorino in sinergia in questo campo strategico”. Da parte delle istituzioni europee Reding ha annunciato che entro la fine dell’anno presenterà in Commissione una “piattaforma per la ricerca”. UN QUESTIONARIO SUI MEDIA. Parallelamente per approfondire e migliorare l’educazione ai media la Commissione ha avviato in questo mese un’indagine su scala europea sulle “buone pratiche”. È stato elaborato un questionario per ottenere il parere del pubblico sull’educazione ai media in relazione alle tecnologie digitali e per raccogliere informazioni sulle iniziative relative alle telecomunicazioni commerciali, all’audiovisivo e al mondo in linea. Il questionario è diviso in quattro parti: la prima contiene domande generali sull’educazione ai media, mentre le altre tre raccolgono informazioni su iniziative e progetti riguardanti le comunicazioni commerciali, le opere audiovisive e il mondo in linea. Le risposte dovranno essere inviate entro il 15 dicembre. La consultazione, che completa l’operato attuale del gruppo di esperti presieduto dalla Commissione europea, rimarrà aperta fino al 15 dicembre. I risultati orienteranno le discussioni e porteranno all’adozione di una comunicazione della Commissione nella seconda parte del 2007. La consultazione è aperta a tutti gli interessati: organizzazioni del settore dei media, istituti di istruzione formale e non formale, produttori e fornitori di contenuti, istituzioni culturali e istituti di ricerca, autorità di regolamentazione e associazioni di cittadini e di consumatori. PROVA DI CITTADINANZA. “L’educazione ai media, che abbraccia tutti i mezzi di comunicazione, dalla televisione al cinema, dalla radio alla musica, dalla stampa ai videogiochi e a internet e alle altre nuove tecnologie di comunicazione digitale, è di importanza vitale per poter esercitare una cittadinanza piena e attiva, così come lo è stata l’alfabetizzazione all’inizio del XIX secolo” ha affermato Reding. “Essa ha un’importanza decisiva per sapersi muovere nel nuovo mondo di contenuti accessibile a tutti, in qualsiasi momento e ovunque. Mi auguro quindi che la consultazione avviata permetta di evidenziare le buone pratiche a livello europeo e di raccogliere idee per iniziative future”. Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione “permettono a chiunque di pubblicare, diffondere o comunicare, per cui diventa sempre più importante, per l’esercizio attivo delle cittadinanza e della democrazia, che i cittadini siano in grado di valutare il vero valore dei contenuti dei media e di compiere scelte consapevoli, per cui saper cogliere il significato dei vari messaggi mediatici diventa una competenza di importanza cruciale”. “Questo tipo di educazione – è stata la conclusione – sviluppa il senso critico dei cittadini e la loro capacità di risolvere i problemi in maniera creativa, per farne consumatori informati e produttori di informazioni giudiziose. L’educazione ai media migliora la libertà di espressione e contribuisce a costruire e a sostenere la democrazia”.