UNIONE EUROPEA

Il “vecchio” continente

Politica e sfide demografiche

“Individuare politiche comuni per far fronte, con successo, ai profondi cambiamenti demografici” che si riscontrano nell’Unione europea. La diminuzione della natalità, la crescita dell’età media della popolazione, la contrazione dei nuclei familiari, ma anche le migrazioni interne e quelle provenienti da altri continenti: sono tutti fenomeni che preoccupano le istituzioni Ue e gli Stati aderenti e che saranno all’ordine del giorno del primo Forum sulle “sfide demografiche” in calendario il 30 e 31 ottobre a Bruxelles. APPUNTAMENTO A BRUXELLES. Lo scorso anno la Commissione aveva pubblicato un Libro verde su questi temi (“Una nuova solidarietà tra le generazioni di fronte ai cambiamenti demografici”, marzo 2005), ripreso poi nell’ambito di una conferenza (svoltasi nel luglio 2005) alla presenza di numerosi esperti internazionali. Sull’incontro programmato per la fine di ottobre sta lavorando VLADIMIR ŠPIDLA , commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. “Il Forum avrà un duplice scopo. Anzitutto discutere la nuova Comunicazione sulla demografia che la Commissione sta elaborando, tenendo conto della discussione seguita al Libro verde” del 2005. “In secondo luogo – spiega – esso servirà da piattaforma per l’identificazione e lo scambio di buone pratiche” nell’ambito delle politiche demografiche. Al centro dell’attenzione verranno posti i mutamenti che riguardano la vita degli individui, delle famiglie, delle imprese, “a livello locale e regionale, ma anche nazionale ed europeo”. GLI ANZIANI SECONDO EUROSTAT. Fra i materiali di lavoro in vista dell’appuntamento al Palazzo Charlemagne – dove si alterneranno relazioni, tavole rotonde e gruppi di studio specializzati -, non potrà mancare lo studio realizzato da Eurostat per la Giornata internazionale delle persone anziane (1 ottobre 2006). Secondo i dati forniti dall’Ufficio statistico della Comunità, la popolazione con oltre 65 anni di età sta rapidamente crescendo: nel 1995 si trattava di 66 milioni di persone (15% del totale Ue), salite a 75 milioni nel 2005 (17%). Le percentuali più elevate di anziani si registrano in Germania e Italia (19%), mentre le più basse riguardano Irlanda (11%), Cipro e Slovacchia (12%). “Le proiezioni per il 2050 – si legge nel documento Eurostat – indicano che nell’Ue a 25 il numero di persone con 65 anni d’età e più potrebbe passare a circa 135 milioni”, ossia raggiungere il 30% de totale dei cittadini. Le maggiori presenze anziane si rileverebbero – sempre stando alle previsioni statistiche – in Spagna, Italia, Germania, Grecia e Portogallo, mentre le popolazioni più “giovani” sarebbero quelle di Lussemburgo, Paesi bassi, Danimarca e Svezia. A CIPRO SI VIVE MEGLIO. Le valutazioni di Eurostat forniscono altri elementi, questa volta di taglio sociale e comportamentale. Ad esempio si evince che, mediamente, superata la soglia dei 65 anni, sia le donne che gli uomini godono oggi di altri dieci anni di vita “in buona salute e senza incapacità” fisico-psichiche. Il miglior “stato di salute” si riscontra a Cipro, seguito da Italia, Belgio e Spagna, mentre condizioni più precarie si riferiscono, nella “terza età”, in Ungheria, Finlandia, Francia, Regno Unito. Interessante inoltre il dato relativo alla condizione professionale: tenuto conto che il tasso di impiego fra i 15-64enni è, in Europa, del 63% circa, quello fra i 60-64enni scende al 26%. Oltre questa soglia, prosegue l’attività lavorativa l’8% delle persone, per lo più concentrate in Svezia, Estonia, Irlanda e Regno Unito. INTERNET, VINCE L’OLANDA. Al tempo dedicato al lavoro fa riscontro il tempo per lo svago o la cultura. I dati, benché non strettamente comparabili da nazione a nazione, rivelano come le persone con oltre 65 anni dispongano di almeno 5-8 ore al giorno libere da impegni, da investire per sé, quindi al di là del lavoro e delle faccende domestiche. “Gli uomini – precisa la relazione – hanno in genere più tempo libero delle donne”. Non secondario un altro elemento: il 12% delle persone comprese fra 65 a 74 anni “ha utilizzato internet nel 2005”. Così si scopre che gli anziani si dedicano in percentuali crescenti al computer e al web. “Gli Stati membri che registrano la maggior proporzione di navigatori internet con oltre 65 anni sono i Paesi Bassi (34%), la Svezia (27%) e il Lussemburgo (26%). Le percentuali più deboli riguardano invece Grecia e Slovacchia (1%), Repubblica Ceca, Lituania e Portogallo (2%)”.