GERMANIA

Impegni comuni

Per un dialogo autentico tra cristiani e musulmani

“Ribadire la disponibilità al dialogo, denunciare la violenza contro le minoranze cristiane in alcuni Paesi musulmani, condannare la strumentalizzazione della religione a fini politici e richiedere alle comunità islamiche presenti nel Paese ad impegnarsi perché anche i cristiani possano godere della libertà religiosa nelle nazioni islamiche”. E’ quanto affermano i vescovi tedeschi in una dichiarazione diffusa nei giorni scorsi al termine della loro assemblea plenaria, svoltasi a Fulda. A spingere l’episcopato tedesco le polemiche scoppiate dopo la lezione tenuta dal Papa il 12 settembre a Ratisbona. Il dialogo con l’Islam è stato il filo conduttore anche della annuale Festa dei Frutti che si è svolta di recente a Stoccarda. PER UNA BUONA CONVIVENZA. I vescovi scrivono che “il Papa ha sottolineato l’importanza vitale della convivenza pacifica e di un autentico dialogo tra Cristianesimo e Islam. Molti musulmani sono riconoscenti per queste chiare voci cattoliche. Ma respingiamo in modo deciso tutti coloro che vogliono ulteriormente aggravare la situazione con accuse sempre nuove, pretese o addirittura minacce. La Chiesa cattolica e le molte persone nel nostro Paese e in tutto il mondo non si fanno intimorire. Dalle autorità islamiche di tutto il mondo, ci aspettiamo che evitino qualsiasi cosa che possa dare adito ad un nuovo aggravarsi della situazione”. I presuli ricordando i recenti attacchi ai danni di minoranze cristiane respingono “decisamente simili atti di violenza, esecrando qualsiasi relazione tra violenza e religione in quanto abuso e profanazione della fede”. “Dai rappresentanti dell’Islam – prosegue la dichiarazione – dobbiamo attenderci che respingano in modo inequivocabile qualsiasi legittimazione religiosa della violenza e qualsiasi strumentalizzazione della religione per fini politici” come pure l’impegno nel campo della libertà religiosa. “I musulmani – afferma l’episcopato tedesco – godono in Germania della libertà di religione, basata sulla Costituzione. Ci attendiamo che il diritto umano inalienabile della libertà di religione venga rispettato anche nei Paesi islamici, senza limitazioni. Alle organizzazioni islamiche in Germania chiediamo di impegnarsi espressamente per il diritto della libertà di religione nei Paesi di provenienza dei musulmani che vivono nel nostro Paese”. Nella loro dichiarazione i vescovi constatano “con preoccupazione che la paura della violenza motivata dalla religione si diffonde, non solo in Germania, conducendo ad una limitazione diretta o indiretta della libertà di opinione. Ci opponiamo decisamente a siffatte tendenze, respingendo al contempo la non-cultura della mancanza di rispetto nei confronti della religione e dei fedeli, che semina discordia e crea divisioni nella società. Impegnati nel dialogo con le altre religioni, intendiamo contribuire – soprattutto in Germania – ad una buona convivenza tra cristiani e musulmani”. CROCEVIA DEL FUTURO. “Cristiani e musulmani al crocevia del futuro: passi di dialogo nella vita quotidiana, luogo di incontro con stranieri di tutto il mondo” è stato il titolo della recente Festa dei Frutti 2006 presso il Centro di Spiritualità scalabriniano di Stoccarda, cui hanno partecipato oltre 200 persone di 24 nazionalità, tra loro anche migranti e rifugiati. Quest’anno era presente il vescovo ausiliare della diocesi locale, mons. Thomas Maria Renz, incaricato della pastorale giovanile, che ha incoraggiato i partecipanti “a continuare sulla via del dialogo interreligioso, che prepara ad una pacifica convivenza tra le diversità”. Relatore principale della giornata è stato p. Hans Vöcking, responsabile della Commissione “Islam e migrazioni” presso il Consiglio delle Conferenze episcopale europee (Ccee), accompagnato dal confratello p. Miguel Laburu, che da 36 anni vive la sua missione in terra algerina a servizio della Chiesa locale e a contatto con la maggioranza musulmana. Dalla Giornata è emersa la volontà dei partecipanti di “approfondire il tema del dialogo con i musulmani presenti in Europa ed il desiderio e la ricerca di strade nuove di dialogo che tengano conto dell’effettiva pluralità religiosa e culturale dei musulmani, da cui ci separano secoli di storia e di differente sviluppo del pensiero filosofico, degli ordinamenti sociali e delle mentalità”. Padre Vöcking ha inoltre evidenziato i possibili elementi di convergenza come “l’impegno comune per i diritti umani e il servizio di testimonianza che musulmani e cristiani insieme possono offrire in un mondo secolarizzato”. Messaggio finale della festa: “è sempre possibile trovare la via dell’accoglienza di ogni diversità, una strada già illuminata dalla morte e risurrezione di Cristo che ci apre all’incontro con tutti, anche con i nostri fratelli musulmani. La via del dialogo e della riconciliazione ci fa scoprire appartenenti all’unica famiglia umana”.