PARLAMENTO EUROPEO
Agenzia dei diritti umani: decisione rinviata a dicembre
“Ferma condanna” del test nucleare nordcoreano, che “rappresenta una minaccia alla sicurezza e alla stabilità internazionale”. Preparazione del vertice informale di Lahti (Finlandia) del 20 ottobre, che vedrà un confronto fra i capi di Stato e di governo dei 25 sui temi dell’immigrazione, della politica energetica e della competitività. Infine una “pausa di riflessione” sulla istituzione dell’Agenzia europea per i diritti umani. L’ordine del giorno della sessione del Parlamento europeo dell’11 e 12 ottobre a Bruxelles ha dovuto essere ampiamente modificato proprio a causa delle notizie giunte nei giorni scorsi da Pyongyang. DISINNESCARE LA MINACCIA NORDCOREANA. “I dati a disposizione non consentono di affermare con certezza che vi sia stato effettivamente un test nucleare, tuttavia ciò è molto probabile”. E’ sempre prudente JAVIER SOLANA quando si tratta di puntare l’indice contro qualche Stato. Del resto l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue non minimizza il problema. Se risulterà certa la notizia del test atomico, si confermerà “un atteggiamento irresponsabile da parte del governo nordcoreano” che già rappresenta “una minaccia a livello regionale”. Solana confida in una azione politica e diplomatica, volta a fare pressione sul paese dell’Estremo Oriente affinché abbandoni i suoi esperimenti. La collaborazione tra Onu, Ue, Cina, Russia, Giappone e Corea del Sud potrebbe essere determinante per una azione multilaterale tesa a “disinnescare” questo “nuovo elemento di instabilità geopolitica”. UN REGIME PERICOLO PER TUTTI. Per la commissaria BENITA FERRERO-WALDNER il test nucleare “rappresenta solo l’ultima delle sfide lanciate dalla Corea del Nord alla comunità internazionale, accrescendone l’isolamento”. La responsabile delle relazioni esterne dell’Esecutivo ha quindi ricordato che “l’Europa ha fornito, dal 1995, ben 345 milioni di euro di assistenza umanitaria e che, come in passato, continuerà a svolgere il proprio compito. La popolazione, infatti, patisce già abbastanza sofferenze a causa del terribile regime che la governa”. Unanime, dai gruppi politici dell’Assemblea, la condanna del regime guidato da Kim Jong-Il. Secondo il deputato popolare spagnolo JOSÉ IGNACIO SALAFRANCA il “regime dittatoriale di stampo stalinista” costituisce “una minaccia alla comunità internazionale”, mentre il suo leader “tiene unito il Paese nella fame”, quando “dovrebbe dedicare le sue risorse a una causa più nobile della proliferazione nucleare”. Per MARTIN SCHULZ , socialista tedesco, il “moribondo regime coreano, attraverso l’escalation nucleare, sta cercando di ottenere vantaggi e di attirare l’attenzione delle comunità internazionale”. Occorre quindi “mettere dei paletti, benché il margine di manovra sia limitato, visto che un regime così imprevedibile dispone dell’arma nucleare”. ARMI NUCLEARI, POPOLAZIONE AFFAMATA. L’eurodeputato liberale ungherese ISTVÁN SZENT-IVÁNYI nota invece “una relazione con il caso degli esperimenti nucleari iraniani”, sui quali la comunità internazionale mostra ritardi e titubanze. ?IRTS VALDIS KRISTOVSKIS , rappresentante della Lettonia nel gruppo Europa delle nazioni, riprende la denuncia dei “due pesi e due misure” applicato a Iran e Corea del Nord e si chede “come mai accettiamo che Israele possegga armi nucleari, mentre non si accetta che ne abbia Pyongyang”. Diversi parlamentari ammoniscono che il trattato di non proliferazione “è in crisi”, e TOBIAS PFLÜGER , tedesco del gruppo Gue (sinistre europee), ricorda che “anche gli Stati dell’Ue sarebbero tenuti a smantellare il proprio arsenale nucleare, mentre ad esempio il Regno Unito sta sviluppando nuove armi”. Il verde francese GÉRARD ONESTA si sofferma a denunciare la “feroce dittatura di Kim Jong-Il, che nega ogni libertà ai cittadini e affonda la sua gente nella miseria totale e nella fame”. RIMANDATA L’AGENZIA DEI DIRITTI UMANI. Tra gli altri temi discussi in Aula, va registrato il mancato accordo sulla trasformazione dell’attuale Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia in una vera e propria Agenzia dei diritti umani, che avrebbe un mandato più ampio. In aula si è discusso dei reali obiettivi e compiti della futura agenzia, della sua competenza geografica (estensione ai paesi candidati o prossimi alla candidatura?) e del ruolo consultivo che in essa giocherebbe la società civile. La decisione finale in merito, che comunque spetta al Consiglio europeo, dovrebbe giungere nel summit di dicembre. In calendario era inscritta anche la liberalizzazione dei servizi professionali: in questo caso il Parlamento sollecita – con l’adozione ad ampia maggioranza della relazione stesa dal deputato tedesco JAN EHLER – “il superamento dell’obbligatorietà di tariffe fisse o minime”, insistendo sulla “eliminazione degli ostacoli ingiustificati alla concorrenza”.