“È chiaro che l’aborto non è una questione che si riduce solo all’interno di un credo religioso”: lo afferma José Paulo Carvalho, deputato del partito Cds/Pp e presidente della Federazione portoghese per la vita a commento di alcune interpretazioni date alle parole del cardinale José Policarpo, patriarca di Lisbona, sul referendum sull’aborto che si dovrebbe tenere in Portogallo a gennaio 2007. Il cardinale aveva affermato che quella dell’aborto è “una questione di etica fondamentale” prima ancora che “una questione religiosa”. Considerare ciò che era nelle parole del cardinale come “qualcosa che lascia liberi i cattolici di decidere per il referendum”, ad avviso di Carvalho è “contraddire quello che egli ha detto”. “La mia interpretazione – conclude il presidente della Federazione per la vita in una dichiarazione che appare sul sito della Conferenza episcopale portoghese – è che il cardinale abbia voluto far diventare la questione più aperta, non riducendola ad una questione cattolica ma che riguarda tutti”. E intanto, i movimenti per la vita portoghesi, hanno annunciato che metteranno a punto una vera e propria strategia nei confronti del referendum solo dopo la discussione in Parlamento, il prossimo 19 ottobre, che deciderà se il referendum si farà o meno. Américo López-Ortiz, presidente internazionale dell’Apostolato mondiale di Fatima che nei giorni scorsi ha organizzato il Congresso internazionale della preghiera per la vita, ha rilevato che in causa non c’è solo l’aborto, ma anche il problema dell’eutanasia e ha lanciato un appello, affinché “il popolo portoghese s’impegni attivamente contro l’aborto, e riaffermi con decisione la sua personalità cattolica”.