Scozia: cattolici discriminati

Un preoccupante aumento degli attacchi contro i cattolici scozzesi ha spinto il card. Keith O’Brien a scrivere al pubblico ministero scozzese, il Lord Advocate, Colin Boyd, chiedendo iniziative contro gli abusi. Secondo delle statistiche pubblicate recentemente dal governo scozzese un cattolico avrebbe sei probabilità in più rispetto a un protestante di subire una violenza. Le statistiche da poco diffuse provano che la violenza di origine religiosa è triplicata ma il governo scozzese non fornisce i dettagli sulle denominazioni religiose contro le quali l’abuso è stata diretto. Il cardinale ha protestato proprio contro questa mancanza di informazioni spiegando che è pronto ad usare la legge sulla libertà dell’informazione per costringere il governo scozzese a elencare le vittime di attacchi a seconda della loro denominazione religiosa, calcolo che era stato fatto tre anni fa. “Siamo sorpresi che il governo scozzese e l’ufficio del pubblico ministero non possano rilasciare statistiche divise per denominazione”, ha dichiarato il portavoce del cardinale Peter Kearney, “se il governo scozzese è serio nella sua intenzione di combattere l’odio religioso, è importante sapere contro chi viene diretto tale odio”. Un summit per discutere del settarismo in Scozia è stato convocato dal primo ministro Jack McConnell, ma secondo il cardinale è importante avere statistiche precise perché esso abbia successo. Per O’Brien gli attacchi settari in Scozia sono dovuti al clima politico e sociale più che all’alcool o ai teppisti. Le cause di tanta violenza vanno investigate e la comunità cattolica dovrebbe essere consultata.