TOSCANA

Dieci punti in più

Una Consulta per il dialogo interreligioso e la pace tra le culture

Un documento in dieci punti per rendere esplicita la volontà di lavorare insieme per il dialogo interreligioso e la pace fra le culture. Una dichiarazione comune sul diritto del paziente al rispetto delle convinzioni filosofiche e religiose. Sono i primi due documenti della “Consulta per il dialogo interreligioso e per la pace tra le culture” istituita presso la Regione Toscana. Presieduta dal presidente della Regione, o da un suo delegato, la Consulta è composta dai presidenti di tutte le Province toscane e dai rappresentanti di tutte le confessioni religiose che operano in Toscana, che sono riconosciute dalla Costituzione italiana e dalla legge 1115/29 e che condividono il progetto di dialogo e collaborazione portato avanti dalla Regione Toscana.Fanno parte della Consulta i rappresentati della Chiesa cattolica, delle Chiese evangeliche, delle Chiese ortodosse, delle Chiese anglicane, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, delle Comunità ebraiche, delle Comunità Islamiche, del Buddismo, del Bahai. I rappresentanti della religione cattolica presenti nella Consulta sono mons. Rodolfo Cetoloni, delegato per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale toscana, don Andrea Bellandi, preside della Facoltà Teologica dell’Italia centrale, Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, Giuseppe Tartaro, Centro culturale San Lodovico Montevarchi (diocesi di Fiesole), Riccardo Burigana, CeDoMei (Livorno). Le parole chiave. Primo atto della Consulta la firma congiunta di una dichiarazione per la pace tra le culture, una sorta di “decalogo” che servirà di base per il lavoro futuro. Le dieci espressioni chiave sono: dialogo, pace tra le culture, memoria, riconciliazione del mondo, fraternità, conoscenza, perdono, ascolto delle vittime, libertà religiosa, parola. “La Consulta per il dialogo interreligioso della Regione Toscana – spiega Riccardo Burigana , membro dell’organismo regionale e direttore del Centro di documentazione del movimento ecumenico in Italia che ha sede a Livorno – costituisce un caso unico nel panorama italiano, che pure si è venuto arricchendo, in questi ultimi anni, di numerose esperienze di tavole delle religioni a livello locale, talvolta nate per esigenze di ordine pubblico, più spesso sull’onda della crescente consapevolezza della necessità di trovare sempre nuove occasioni di confronto tra le religioni per il superamento dei pregiudizi”. Il ruolo della chiesa cattolica. Burigana mette poi in rilievo il ruolo centrale della “pluriennale esperienza della Chiesa cattolica, che proprio in Toscana ha promosso accordi pionieristici per la regolamentazione della assistenza spirituale, ha rappresentato un solido punto di partenza per la formulazione di un primo testo, condiviso da tutti, sul carattere e sulle modalità dell’assistenza spirituale, soprattutto nei momenti della conclusione dell’esistenza terrena dei credenti.Il testo Diritto del paziente al rispetto delle convinzioni religiose, approvato nella riunione della Consulta del 3 ottobre, sarà inviato all’assessorato alla Sanità della Regione Toscana in modo da essere diffuso in tutte le strutture ospedaliere del territorio”. Così siamo arrivati alla formulazione di una carta di principi costituita dalla “Dichiarazione per la pace tra le culture”. “L’approvazione di questa Dichiarazione- continua Burigana – al termine di un incontro vivace, partecipato, fraterno, se pure lascia in sospeso qualche aspetto, come d’altra parte si poteva facilmente intuire in un testo di sintesi, costituisce una tappa fondamentale non solo nei lavori della Consulta”. Valenza nazionale ed europea. A giudizio di Burigana, “si tratta di un testo, il cui valore trascende la realtà toscana, assumendo una valenza nazionale ed europea per il carattere innovativo dell’esperienza della Consulta regionale, alla quale la Chiesa cattolica è chiamata a prendere parte in modo dinamico per quella vocazione al dialogo ecumenico e interreligioso, che si è venuta rafforzando a partire dalla celebrazione del concilio Vaticano II”. “Proprio la scelta della piena condivisione delle dieci parole della Dichiarazione – conclude il direttore del CeDoMei – indica la strada da percorrere per un ulteriore approfondimento della riflessione sulla ricchezza delle religioni nel mondo e per il mondo”.”I due testi approvati – spiega Massimo Toschi, assessore regionale alla cooperazione internazionale – dimostrano come sia possibile in concreto affermare cose forti e coraggiose per la pace e una nuova convivenza. Le confessioni religiose presenti in Toscana grazie al dialogo attivato con le istituzioni diventano un punto di riferimento e un esempio per tutto il Paese e mostrano che l’incontro e non lo scontro di civiltà è possibile”.a cura di Simone Pitossi(27 ottobre 2006)