UE - CINA
Bruxelles definisce “un ambizioso programma di lavoro”
“L’espansione della Cina non va vista come uno spauracchio, ma come un risultato positivo della globalizzazione” che può portare “significativi vantaggi all’Europa”: PETER MANDELSON , commissario al Commercio, fornisce una lettura molto personale del rapporto tra l’Ue e il grande Paese asiatico. L’attenzione di Bruxelles verso Pechino cresce di giorno in giorno: l’ultima conferma è giunta martedì 24 ottobre, quando l’Esecutivo ha reso nota una “comunicazione” che definisce un “ambizioso programma di lavoro per le relazioni Ue-Cina”. DIALOGO E RECIPROCITÀ. Presentando il documento intitolato “Global Europe”, Mandelson ha spiegato: “Grazie alla Cina avremo merci più a buon mercato nei nostri negozi”, “società europee più competitive, mercati più vasti per gli esportatori europei”. Poi il commissario ha avvertito: “La Cina deve però rispettare gli obblighi assunti in sede di Organizzazione mondiale del commercio e praticare un commercio leale”. La strategia che si propone l’Ue “è una risposta all’affermarsi della Cina come potenza economica e politica mondiale”. A tale proposito interviene il commissario alle Relazioni esterne, BENITA FERRERO-WALDNER : “Il successo di questo partenariato rappresenta una sfida di tutto rispetto per l’Ue. Per far fronte ai principali problemi dell’Europa, come i cambiamenti climatici, la crescita economica, la migrazione e la sicurezza, dobbiamo sfruttare appieno il potenziale offerto da un rapporto dinamico con la Cina”. Ferrero-Waldner specifica che “l’impegno, fatto di dialogo e di reciprocità”, non esclude i diritti umani, che “restano una priorità per l’Ue”. PRIMA L’ECONOMIA, POI LA POLITICA. L’impressione generale è che la Commissione abbia a cuore solidi e proficui rapporti economici con il gigante dell’Estremo oriente, ritenuti forse un punto di partenza per un “sostegno alla transizione della Cina verso una società più aperta e pluralistica”. Ecco dunque un approccio che mette in agenda “lo sviluppo sostenibile, compresa la cooperazione sulle questioni energetiche e i cambiamenti climatici; il commercio e le relazioni economiche; la cooperazione in campo scientifico e tecnologico; le migrazioni; la promozione della sicurezza in Asia orientale e una cooperazione più vasta in materia di non proliferazione”. I due commissari hanno in calendario prossime visite a Pechino. La prima, a novembre, sarà quella di Mandelson; Ferrero-Waldner dal canto suo puntualizza: “Dobbiamo unire le nostre forze per trovare insieme una soluzione ai problemi mondiali attuali. La comunicazione della Commissione è un punto di partenza importante verso un accordo quadro Ue-Cina, che lancerò a Pechino agli inizi dell’anno prossimo”. VANTAGGI PER TUTTI. Peter Mandelson torna sull’analisi economica dei rapporti bilaterali: “Dal 1990 a oggi, l’accesso al mercato europeo ha contribuito a salvare dalla povertà 180 milioni di cinesi”. Allo stesso tempo, “una Cina economicamente forte non può che giovare agli interessi dell’Europa. L’apertura comporta vantaggi per entrambe le parti”. Gli esperti della Commissione che hanno lavorato a definire tale “strategia” chiariscono che “Unione europea e Cina rappresentano un quarto della popolazione mondiale. La Cina è la quarta potenza economica del mondo, figura al terzo posto fra gli esportatori”; la sua crescita “segna l’inizio di una nuova, impegnativa fase del suo processo di riforma economica e sociale”. SCIENZA, UN ANNO SPECIALE. In realtà già dal 2003 è stato istituita una forma stabile di partenariato tra i 25 e la Cina, che si propone reciproci vantaggi materiali, ma anche di affrontare le sfide geopolitiche e ambientali. L’ultima iniziativa dell’Esecutivo fa seguito agli intenti espressi al summit Ue-Cina del 9 settembre scorso a Helsinki, e viene considerata una tappa “per un accordo globale di cooperazione” tra i due attori mondiali. Su questo percorso vanno segnalate altre recenti proposte. Nella scorsa primavera il commissario VIVIANE REDING aveva lanciato “Orient”, rete cino-europea di connessione ad alta velocità, “un progetto che faciliterà la comunicazione e la collaborazione tra 45 milioni di ricercatori e studenti europei e cinesi”. L’accesso ad applicazioni come la telemedicina, le biblioteche elettroniche e l’apprendimento on-line “aiuterà il grande pubblico e la comunità scientifica a creare forti legami culturali”. Concretamente Orient prevede la realizzazione di un collegamento terrestre che – grazie a ingenti investimenti finanziari – attraverserà la Siberia, mettendo in connessione la rete europea Geant2 con le reti cinesi Cernet e Cstnet. L’11 ottobre è stato invece inaugurato l'”Anno Cina-Ue della scienza e della tecnologia”, che prevede workshop, forum e mostre riguardanti questi settori.