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Un dibattito debole

Finlandia e valori dell’Europa

Indipendente dal 1917, dopo la dominazione svedese e quella russa, la Finlandia ha aderito all’Unione europea nel 1995, a seguito di un referendum consultivo nazionale tenutosi nell’autunno dell’anno precedente, e dopo una fase di grave recessione economica iniziata con il crollo dell’Unione sovietica nel 1991.Una recessione che potrebbe essere vista come parte del processo di modernizzazione del Paese e dalla quale uscirono linee e orientamenti politici tesi all’integrazione della società finlandese nell’economia mondiale e in Europa. Il principale mutamento fu, allora, l’adesione all’Unione europea, decisa per volontà popolare attraverso il referendum che fu preceduto da un dibattito molto pragmatico, incentrato sull’economia, la sicurezza e le conseguenze sociali, ma anche sul timore di perdere l’indipendenza e la sovranità nazionale. Oggetto del dibattito cosiddetto “intellettuale” furono invece le questioni della nazione di fronte all’identità europea e la democrazia, così come il federalismo, il confederalismo e la governance interna.La discussione sull’Europa e l’Unione europea è continuata, raramente sui valori comuni, ma piuttosto su temi politici e istituzionali come la legittimità europea nella percezione dei cittadini; i progressi dell’Ue verso uno Stato federale con riferimento alla disoccupazione, la criminalità internazionale, il deficit democratico sulle procedure decisionali; la democrazia di fronte alle regole burocratiche; la cultura federalista e la forte cultura dello Stato; la pace e la politica di sicurezza.Per la maggior parte dei finlandesi i “valori europei” sono oscuri e non chiaramente definiti: di qui la difficoltà a condividerli. L’Europa può essere definita in relazione a una cultura comune, ai suoi cittadini, e come spazio di incontri. Tre visioni che portano ad una diversa comprensione dei suoi valori comuni. Se la si considera “uno spazio di incontri”, l’identità europea è caratterizzata da forme di scambi politici e culturali; se la si guarda dal punto di vista di un contesto di cittadini fondato sui principi universali della democrazia, dei diritti dell’uomo e della legge come previsto nel Trattato costituzionale, allora si pone l’accento sulla politica. Ma l’Europa può essere considerata anche come una “famiglia di nazioni” ancorata a una storia e a una cultura comuni. L’identità europea, in questo caso, si fonda sulla religione, la filosofia, la scienza e le arti, con una forte coscienza e insistenza sulla tradizione cristiana. La Chiesa cattolica sottolinea le radici cristiane comuni e la consapevolezza di appartenere ad una comune civiltà da cui discendono i valori universali.Oggi il progetto europeo è visto dalla maggior parte dei finlandesi come una soluzione economica e per la sicurezza. Il dibattito sui valori europei tra le Chiese e le organizzazioni è debole. Di recente, per la mancanza di interesse da parte delle Chiese, il Consiglio ecumenico non ha potuto istituire un sottogruppo sulle questioni dell’Europa, come avvenuto negli anni Ottanta e Novanta. La prosperità economica di cui oggi godiamo in Finlandia non si infiltra nelle discussioni esistenziali sui valori. Il tema, semplicemente, non viene considerato importante.