PUGLIA

Maggiore corresponsabilità

Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione

La legge regionale 19/06 ha istituito all’art. 30 il Garante regionale dei diritti del minore. L’Ufficio del Garante sorge sulla scia della convenzione di New York e della Carta di Strasburgo ed è istituito presso il Consiglio Regionale. La presidenza dell’Ufficio è affidata al rappresentante regionale pro tempore dell’Unicef. All’Ufficio è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei minori residenti o temporaneamente presenti in Puglia, anche stranieri non accompagnati. L’Ufficio, tra l’altro, vigila sulla comunicazione audiovisiva e telematica, collabora a campagne di promozione del ruolo genitoriale, promuove azioni per la prevenzione dell’abuso e maltrattamento familiare.Cambiamento culturale. L’istituzione del Garante è “una cosa positiva” e la normativa “corrisponde alle esigenze del territorio”, è il commento di Silvana Calaprice, responsabile regionale dell’Unicef. La legge “risponde pienamente alle caratteristiche che deve avere il Garante, sia perché permette sul territorio l’applicazione degli strumenti sopranazionali per infanzia e l’adolescenza sia perché il Garante può svolgere l’attività in piena autonomia, senza essere sottoposto a controllo gerarchico”. In attesa della approvazione del Regolamento, “una delle cose positive” è la possibilità di stipulare “protocolli di intesa con i vari uffici”, che si occupano di minori.”La prima cosa da fare sarà mettere insieme tutto quello che gia c’è e su quello poi dare una priorità ai percorsi e ai bisogni”. “Mi auguro – prosegue – di poter lavorare ad un cambiamento culturale sull’idea di infanzia”. L’attuale idea, quella sbagliata, non ha “la considerazione dell’identità del bambino e delle sue richieste” e quindi “non dà le risposte adeguate ai bisogni”. Al contrario, “le risposte nascono dalle rappresentazioni mentali degli adulti. Si ragiona sempre per il bambino e mai col bambino”, in proporzione alla età e alle possibilità.In Puglia, dove “la realtà minorile territoriale è eterogenea”, in via teorica “l’attenzione ai minori è alta, vedi la situazione di Gravina di Puglia”, ma “nella parte pratica, soprattutto nell’entroterra, ci sono molti minori che lavorano, non vanno a scuola, subiscono maltrattamenti, spesso non visibili ma fortemente presenti”. “Mi auguro che l’Ufficio – conclude – abbia la funzione di raccordare tutti i dati e gli strumenti per attivare strategie adeguate secondo i bisogni del territorio”.”Una legge attesa”, così Luciana Iannuzzi, presidente della associazione “Famiglia dovuta”, che attualmente segue circa 80 minori in provincia di Bari, commenta la legge che ha istituito il Garante i cui “compiti mi sembrano puntuali e attenti”. “Spero che questo nuovo ufficio, che mi immagino molto vivace, ben articolato, con un contributo di tanti, possa diventare una occasione per bambini e ragazzi ma anche per un cambiamento di mentalità degli adulti”. “Mi piace molto – prosegue – il riconoscimento del ruolo dell’associazionismo di persone impegnate da anni dalla parte dei bambini”, con la speranza che non ci siano organizzazioni che “si inventino per un protagonismo”.Sulla prevista istituzione dell’elenco dei tutori o curatori, “mi auguro – commenta – che significhi curare la loro formazione, organizzare occasioni di confronto in modo che ci si possa inventare cose nuove per stare meglio accanto ai ragazzi”. Iannuzzi spera che l’Ufficio del Garante sia “uno stimolo ulteriore per mettere insieme le varie agenzie educative, come la scuola e le parrocchie, con i cittadini comuni”. L’Ufficio, “se bene organizzato può essere un grosso strumento dal punto di vista culturale”. Ognuno si deve sentire “chiamato all’impegno, rispetto ai diritti dell’infanzia”. Iannuzzi si augura, inoltre, che l’Ufficio “possa aiutare a passare dall’indignazione rispetto ai fatti di cronaca, che ci fanno inorridire, al coinvolgimento personale e alla corresponsabilità degli adulti”, che devono recuperare il “ruolo di educatori”. Iannuzzi, infine, auspica che un passo avanti venga fatto verso il patrocinio gratuito per il tutore “per la difesa del bambino nei vari procedimenti che si possono presentare”.SCHEDAI minori in Puglia nel 2003 erano 808.704 (20,1% della popolazione). I minori stranieri residenti nel 2004 erano 8.772. I minori denunciati alle Procure della Repubblica presso i tribunali per minorenni nel 2003 in Puglia sono stati 2.509. Nel I semestre 2006 negli istituti penali per minorenni pugliesi ci sono state 43 nuove immatricolazioni(6,8% del totale nazionale) e 102 minori(il 5,9% del totale), tra arrestati e i fermati, di cui 5 stranieri, sono entrati nei Centri di prima accoglienza. Nel rapporto di Legambiente Ecosistema Bambino 2006 sulle politiche a favore della partecipazione degli under 14 nei capoluoghi di provincia, Lecce e Bari, le due sole province con voto “sufficiente”, occupano rispettivamente il 50° e 69° posto. La dispersione nell’anno scolastico 2003/04 nella scuola secondaria di I grado è arrivata al 1,6% e in quella di II grado al 5,3%, a fronte di medie nazionali del 0,4% e 2,1%.a cura di Antonio Rubino(10 novembre 2006)