ABRUZZO
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione
La regione Abruzzo, che cita espressamente nel proprio Statuto la tutela e la promozione dei diritti dell’infanzia, ha istituito con legge regionale n. 15 del 14 febbraio 1989 la Consulta di tutela e difesa dei minori, che ha sede presso la Giunta regionale ed è composta da rappresentanti delle istituzioni, della magistratura tutelare, degli assistenti sociali e da un rappresentante delle associazioni di volontariato, rappresentatività normalmente attribuita al Comitato regionale dell’Unicef. La Consulta ha il compito di promuovere attività di informazione, approfondimento e conoscenza di tematiche legate alla situazione del mondo giovanile abruzzese e di formulare proposte ed esprimere pareri su provvedimenti e leggi regionali in materia.I due volti. Sulla facciata del palazzo in cui ha sede la Provincia di Pescara, sono rappresentati due volti di bambino, uno che sorride e uno che piange: a seconda degli avvenimenti, a carattere nazionale o internazionale, che affermano o negano i diritti dell’infanzia, uno dei due volti viene illuminato. “A decidere quale volto illuminare”, ha spiegato Anna Maria Cappa Monti, presidente del Comitato regionale dell’Unicef dell’Abruzzo è la Consulta regionale di tutela e difesa dei minori, che ha svolto dal 1989 funzioni di garante soprattutto in qualità di punto di riferimento sulla materia. Oggi si sta puntando all’istituzione di un garante vero e proprio, emanazione istituzionale della regione”.”Attraverso la Consulta ha aggiunto la presidente regionale dell’Unicef sono state compiute indagini sociologiche sul territorio e c’è un monitoraggio puntuale della situazione dei bambini in Abruzzo, mediante indagini a campione. Il nostro è un contesto ancora abbastanza tranquillo, legato a valori e tradizioni familiari, ma, come ripetiamo spesso ad istituzioni, operatori della scuola e famiglie, occorre non abbassare la guardia e lavorare affinché bruttissimi episodi come quello della ragazzina di Lanciano violentata dai suoi coetanei, rimangano casi isolati”. “E’ ora ha concluso Cappa Monti che il Garante per l’infanzia sia istituito in tutte le regioni con personalità al di sopra delle parti che sappiano prendere a cuore l’interesse vero dei ragazzi. Sarebbe auspicabile che al suo fianco resti sempre la componente del mondo del volontariato per un prezioso apporto di competenze ed esperienze”. Protagonisti del presente. Che cosa pensano i diretti interessati dei propri diritti? Incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti, specialmente della carta, piano spiaggia, piste ciclabili, trasformazioni di vecchi autobus in biblioteche circolanti, aree verdi per cani, chiusura al traffico di alcune strade: sono alcune delle proposte contenute ne “La città che vogliamo”, resoconto delle attività nell’anno scolastico 2005-2006 del Consiglio comunale delle bambine e dei bambini, istituito nel 2003 dalla città di Pescara. Il documento istitutivo ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 che sancisce il dovere per gli Stati firmatari di ascoltare, informare e coinvolgere i bambini sulle questioni fondamentali per il loro benessere attuale e il loro sviluppo futuro e indica l’obiettivo di “rendere direttamente propositivi i piccoli cittadini nel pensare e disegnare la propria città”. Nel progetto sono stati coinvolti i ragazzi di tutte le scuole elementari e medie di Pescara.SCHEDAAl 1° gennaio 2005, il numero dei minori abruzzesi risultava essere di 214.992 su una popolazione complessiva di 1.299.272 (3.945 i ragazzi stranieri residenti). Da “Ecosistema bambino 2006”, il rapporto di Legambiente sulle politiche di attenzione ai cittadini più piccoli da parte delle amministrazioni dei capoluoghi di provincia (iniziative che favoriscano la partecipazione dei più piccoli, strutture dedicate all’infanzia, iniziative culturali per under 14), emerge che “il minor impegno su questi temi viene registrato proprio in Abruzzo”, dove solo Pescara ottiene una posizione sufficiente (57° posto), mentre gli altri tre capoluoghi Chieti, L’Aquila e Teramo sono completamente assenti dalla graduatoria per indisponibilità delle amministrazioni a fornire le informazioni richieste.Ecosistema scuola 2006, che compie una verifica sullo stato di salute degli edifici scolastici, attribuisce in relazione alle scuole elementari e medie di pertinenza delle amministrazioni comunali il 10° posto a L’Aquila, seguita solo al 60° da Teramo e al 67° da Pescara. La maglia nera è attribuita alla città di Chieti che non ha fornito le informazioni richieste. Dall’indagine campionaria sulla dispersione scolastica nelle scuole statali per l’anno 2003-2004, infine, emerge che nel gruppo delle regioni meridionali nelle quali l’Abruzzo è inserita, l’abbandono nella secondaria di I grado è pari allo 0,7% contro lo 0,4% della media nazionale mentre sale al 3,4%, contro il 2,1% della media nazionale, nella secondaria superiore.a cura di Chiara Santomiero(10 novembre 2006)