LIGURIA
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione
Con la legge regionale n. 12 del 24 maggio 2006, anche la Liguria ha recepito la necessità di dotarsi della figura del Garante per i minori. Il comma 1 dell’articolo 33 della suddetta legge, così recita: “È istituito l’Ufficio del Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a cui è affidata la promozione, la protezione e la pubblica tutela dei diritti dei minori. A tutt’oggi, però, non è ancora stato approvato alcun regolamento attuativo di tale disposizione. Finora le proposte di legge volte ad istituire il ruolo del Garante sono state almeno due: la prima si intitola “Istituzione dell’Ufficio regionale di protezione e pubblica tutela dei minori e dell’Osservatorio regionale per il disagio minorile e per i fenomeni connessi” (3 giugno 2005); la seconda dal titolo “Istituzione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza”, è stata presentata il 28 ottobre 2005. La prima mira ad istituire, tra l’altro, un osservatorio, quale organo tecnico consultivo, tramite il quale monitorare “tutti i dati relativi alla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza”. Da rilevare invece, nella seconda, il ruolo affidato ai vigili urbani tra i quali si intende creare la figura “dell’amico dei bambini”, e la previsione nei piani regolatori di zone vincolate per l’infanzia da destinare a parchi e punti di incontro giovanili.Più progettualità. Appare dispiaciuto del ritardo legislativo in questo campo don Marco Grega, presidente della Consulta diocesana per le attività a favore dei minori e della famiglie di Genova. “Purtroppo in Liguria, fino ad oggi, non è ancora stato attuato quanto era stato stabilito con la legge nazionale in materia”. “Il Garante per i minori ha aggiunto don Grega – in un contesto come il nostro è estremamente importante soprattutto perché è una figura esterna rispetto alle comunità di accoglienza ed ai servizi sociali”.”L’attività del Garante – secondo Grega – si rivelerebbe particolarmente utile soprattutto per i ragazzi più grandi che devono cominciare ad affrontare il ‘dopo comunità’, normalmente al compimento del diciottesimo anno, che richiede l’elaborazione di un progetto di vita che, soprattutto in assenza di una famiglia alle spalle, diventa particolarmente difficile. Il Garante potrebbe servire anche a questo: ad una maggiore progettualità per i giovani”.La Consulta diocesana presieduta da don Marco è una associazione che raccoglie quattordici enti, tutti espressione di congregazioni religiose che operano nel territorio della diocesi di Genova, offrendo un servizio di accoglienza residenziale o diurna. “Della prima ha spiegato don Marco usufruiscono in totale circa 150 ragazzi, della seconda circa un centinaio”. Per la maggior parte sono bambini e ragazzi allontanati dalle famiglie di origine tramite un provvedimento del tribunale dei minori. “Alcune di queste strutture ha aggiunto don Grega – forniscono anche un servizio di accoglienza in quelle situazioni di ‘fragilità della maternità’ che si verificano quando vi sono mamme troppo giovani o con problemi di convivenza con i rispettivi mariti e compagni”.Operare concretamente. “Il punto più importante non è tanto di istituire una nuova figura amministrativa ma di fornire al Garante tutte le prerogative per poter operare effettivamente a tutela dei minori”. È questo il parere di Enrico Bet, vice presidente dell’Alim (Associazione ligure per i minori) e membro del direttivo nazionale dell’Aiaf (Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori). “Al Garante dei minori ha aggiunto Bet quando verrà nominato anche nella nostra regione dovranno essere concessi i poteri di intervenire in maniera forte ed incisiva nell’interesse preminente dei bambini e dei ragazzi più svantaggiati”.Parlando di minori, ha proseguito, “c’è anche una cosa che non mi spiego: ossia perché facciano notizia sui mass media soprattutto i casi isolati di bambini stranieri, come quello della piccola bielorussa Maria, quando, nel nostro Paese, abbiamo circa 25.000 casi di minori che vivono negli istituti e nelle comunità. Sarebbe ora che prendessimo coscienza che non sono solamente i bambini stranieri ad avere bisogno attenzioni e di andare in vacanza ma anche tanti nostri piccoli connazionali”. “Purtroppo, però ha concluso Bet -, quasi mai, ci si ricorda di loro”.SCHEDAAlcuni dati statistici riguardanti i minori in Liguria. Secondo le statistiche del 2003, elaborazione Cisis su dati Istat (in questo caso i dati si riferiscono al distretto della Corte di Appello, pertanto i dati della Regione Liguria includono anche il distretto di Massa): 54 coppie hanno presentato domanda di adozione internazionale, 10 di adozione nazionale, 203 di adozione sia nazionale che internazionale.In base ai dati Istat del 2000, i provvedimenti del giudice tutelare in quell’anno così sono stati ripartiti: 31 affidamenti familiari (con consenso); 120 tutele aperte, 61 autorizzazioni all’interruzione volontaria della gravidanza. Secondo i dati dell’Istituto degli Innocenti (www.minori.it) ecco le percentuali dei minori vittime di violenza sessuale: da 0-10 anni 2,0; da 11-14 anni 2,2; da 15-17 anni 5,9.a cura di Adriano Torti(10 novembre 2006)