Svizzera: i vescovi in visita ad limina

Secolarizzazione, crisi della famiglia, liturgia, sacramento della riconciliazione, rapporto preti-laici, vocazioni, ecumenismo: è stata una riflessione a 360 gradi, quella offerta da Benedetto XVI ai vescovi svizzeri ricevuti in udienza in Vaticano il 7 novembre. L’incontro con il Pontefice e alcuni rappresentanti della Curia costituisce la conclusione della visita ad limina dei presuli elvetici del febbraio 2005, non portata a termine per il ricovero di Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli. Ringraziando il presidente uscente dei vescovi, mons. Amédée Grab, e il nuovo eletto, mons. Kurt Koch, che assumerà il proprio incarico dal prossimo gennaio, Benedetto XVI si è soffermato sulla secolarizzazione che contrassegna la Svizzera conducendo ad “una diminuzione della frequenza ai sacramenti” e “alla messa in discussione dei valori morali”. Ne conseguono “la crisi profonda del matrimonio e della famiglia”, l’aumento dei divorzi e degli aborti, le unioni tra persone dello stesso sesso: “un segno evidente di scristianizzazione” ha notato il Papa. “In una società come questa – ha proseguito – vi è bisogno più che mai della vostra voce di vescovi” avendo cura, ha ammonito “che tra voi ci sia unità e unanimità nelle necessarie prese di posizione sulle questioni teologiche e morali”.