FRIULI VENEZIA GIULIA
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione
Il Friuli Venezia Giulia ha approvato, il 24 giugno 1993, la legge regionale numero 49, “Norme per il sostegno delle famiglie e per la tutela dei minori”, con la quale è stata istituita, tra l’altro, L’Ufficio del tutore pubblico dei minori. Al tutore spetta individuare e preparare persone disponibili a svolgere attività di tutela e curatela; promuovere, in collaborazione con gli enti locali e le associazioni di volontariato, iniziative per la tutela dei diritti dei minori; esprimere pareri sui progetti di legge e sui provvedimenti amministrativi della regione concernenti i minori; segnalare al servizio sociale di base e al tribunale dei minori situazioni che richiedano interventi immediati di ordine assistenziale o giudiziale; segnalare alle competenti amministrazioni pubbliche fattori di rischio o danno derivanti ai minori da situazioni ambientali carenti o inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario, abitativo e urbanistico. Attualmente il tutore dei minori in Friuli è Francesco Milanese, con il quale analizziamo la situazione dei minori in Regione.Tutori volontari. Per l’avvicinarsi della data di chiusura degli istituti di accoglienza per i minori, “la regione dice Milanese – sta provvedendo a emanare delle linee guida in tal senso. Ci sono stati però dei ritardi che si sono accumulati negli anni, nonostante le richieste, in ordine alla definizione dei modelli di comunità. Casa Famiglia, comunità alloggio, comunità per minori, sono tutte definizioni arbitrarie perché in Regione manca una regolamentazione formale”. Manca anche “una analisi dei fabbisogni, sulla base della quale elaborare strategie per incentivare l’organizzazione di risposte adeguate; penso al disturbo psichico in adolescenza, per cui in regione non esiste un luogo di accoglienza. Va anche detto che nel nostro territorio non ci sono grandi istituti e che da tempo anche quelli presenti sono in forte ristrutturazione”.In Friuli è valorizzato il ruolo del tutore volontario dei minori, anche con una scuola di formazione ad hoc. “La sensibilità ai problemi dei minori cresce afferma Milanese -, e a questo lavoro io come pubblico tutore dei minori sto dedicando gran parte della mia attività. Bisogna però che assieme alla sensibilità cresca anche la competenza: ecco perché la scuola per tutori volontari è così impegnativa. Sono molto soddisfatto delle oltre trenta iscrizioni alla scuola, perché dimostrano che c’è interesse e voglia di conoscere, di mettersi in gioco assumendo un ruolo significativo, fuori da spontaneismi o da improvvisazioni”.Per i minori stranieri. Rispetto ai minori stranieri, “le difficoltà vengono dal problema dei minori non accompagnati, un fenomeno delicato e di grande urgente attualità. La nostra regione è letteralmente al confine di questo flusso e dunque si trova esposta con le proprie strutture e le proprie reti di servizi e accoglienza”. Per il tutore occorre un cambio dell’assetto legislativo che consenta una protezione modulata sulla valutazione del percorso migratorio dei ragazzi, e superi il paradosso del rimpatrio al compimento del 18 anno. Non si tratta di fare del buonismo, ma di superare la logica puramente assistenziale in cui oggi il fenomeno è confinato spesso strangolando dal punto di finanziario i comuni che ne sono coinvolti”.In Friuli, comunque, non sono diffusi fenomeni come quello dei “ragazzi ‘per’ strada, ossia ragazzi che avendo comunque un rifugio o una casa o una famiglia, vivono però in mezzo alla strada per una lunga serie di motivi” o quello dei “bambini vittime della tratta, che sono sulla strada a lavare vetri e chiedere elemosine”. “La nostra regione spiega Milanese – conosce poco questi fenomeni. Da un lato ha una struttura di controllo sociale e territoriale comunitario abbastanza efficiente, con poche aree metropolitane, inoltre, per quanto riguarda soprattutto la tratta, è una regione di transito dei flussi e dunque le organizzazioni di trafficanti non hanno interesse a destare l’attenzione delle forze di polizia o dei servizi”.a cura di Tiziana Melloni(10 novembre 2006)