BASILICATA
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione
La regione Basilicata ha inaugurato l’attività legislativa dell’anno 2003, con le norme istitutive della Consulta regionale di protezione e pubblica tutela dei minori (legge regionale n. 1 del 2 gennaio 2003). La Consulta, che ha sede presso il Consiglio regionale ed è composta da rappresentanti delle istituzioni, dei servizi sociali e da un rappresentante delle associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale, attribuisce in convenzione la funzione di Difensore dei minori al Comitato regionale dell’Unicef.Formazione e informazione. “La legge ha spiegato Maria Schettini, a lungo presidente dell’Unicef della Basilicata ci attribuisce prevalentemente compiti di formazione a livello interdisciplinare di quanti (genitori, medici, insegnanti, avvocati) entrano in relazione con il minore nel suo percorso di crescita, e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso campagne di informazione sui diritti dell’infanzia”. A ciò si aggiunge “una costante collaborazione con le istituzioni; c’è, per esempio, l’iniziativa della nomina di ‘sindaco difensore ideale dell’infanzia’, attribuita per la capacità di ascoltare le esigenze del mondo dei bambini e il rapporto con la Provincia e la Prefettura che si esplica nella partecipazione alla Conferenza permanente sulla pedofilia e l’abuso in generale”.”Molto del nostro lavoro ha precisato Schettini si svolge nell’ambito scolastico dove abbiamo promosso corsi di aggiornamento per insegnanti sul tema dell’intercultura e convegni su infanzia e adolescenza. Con il diretto coinvolgimento dei ragazzi, inoltre, abbiamo realizzato laboratori di educazione all’ambiente perché si esprimessero sul tema ‘Come vorresti la tua città?’. In collaborazione con la Direzione scolastica regionale, infine, realizziamo ogni anno, a partire dal 2000, un calendario con progetti grafici ideati dalle diverse scuole”.”Le varie iniziative ha precisato la responsabile Unicef registrano una grande affluenza e un sensibile interesse dei partecipanti per i temi trattati, vicini, come l’interculturalità o l’educazione alla pace, alle problematiche con le quali ciascuno di noi si confronta ogni giorno”. “Affinché l’Ufficio del difensore dell’infanzia possa funzionare ha concluso Schettini occorre che le regioni garantiscano un sostegno concreto (oggi la dotazione della Basilicata per le attività di sensibilizzazione è arrivata a 225 mila euro all’anno) e che, da parte delle associazioni coinvolte nel progetto, ci sia la massima serietà di impegno”.Parole per chi non ne ha. “Assistiamo in questo tempo ha affermato Anna Maria Bianchi, presidente regionale dell’Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) della Basilicata ad un moltiplicarsi della violenza nei confronti dei più piccoli. Non solo quella degli episodi eclatanti che ci rimandano i mass-media, ma di quella nascosta, di cui si nutre sempre più la quotidianità e che si esprime attraverso l’abbandono, il ricatto affettivo, la pressione psicologica esercitata da genitori che hanno aspettative e pretese esagerate nei confronti dei figli”.”Di fronte a questo tipo di violenza ha aggiunto la presidente dell’Aimc i più piccoli non hanno neppure le parole per esprimerla; per questo la figura di un garante che sappia leggere i segni ed intervenire nelle sedi opportune per dare voce a chi non ne ha, è molto importante ed auspicabile che sia sempre più presente, più visibile”. “I bambini ha concluso Bianchi hanno bisogno di un ascolto più adeguato da parte di tutti coloro che li seguono e della possibilità di rendersi protagonisti dei contesti in cui vivono: nel progressivo maturare di una diversa e più attenta sensibilità, la figura del tutore dei diritti riconosciuti ai minori dalle convenzioni internazionali servirà a promuovere un indispensabile coordinamento delle forze in campo”.SCHEDAAl 1° gennaio 2005, i minori residenti in Basilicata ammontavano a 109.477 su una popolazione complessiva di 596.546 unità (561 i ragazzi stranieri residenti). Ecosistema bambino 2006, il rapporto di Legambiente sulle politiche di attenzione ai cittadini più piccoli da parte delle amministrazioni dei capoluoghi di provincia (iniziative che favoriscano la partecipazione dei più piccoli, strutture dedicate all’infanzia, iniziative culturali per under 14), evidenzia che dei due capoluoghi della regione, solo Matera ottiene la sufficienza su queste tematiche con un 70° posto nella graduatoria mentre Potenza viene annoverata tra i capoluoghi con punteggio insufficiente.Ecosistema scuola 2006, che compie una verifica sullo stato di salute degli edifici scolastici attribuisce in relazione alle scuole elementari e medie di pertinenza delle amministrazioni comunali a Potenza il 35° posto e il 64° a Matera. Dall’indagine campionaria sulla dispersione scolastica nelle scuole statali per l’anno 2003-2004, infine, emerge che nel gruppo delle regioni meridionali nelle quali la Basilicata è inserita, l’abbandono nella secondaria di I grado è pari allo 0,7% contro lo 0,4% della media nazionale mentre sale al 3,4%, contro il 2,1% della media nazionale, nella secondaria superiore.C.S.(10 novembre 2006)