FISC: 40 ANNI
La Fisc nasce il 27 novembre 1966 come associazione dei numerosi settimanali diocesani, con l’intento esplicito di raccogliere l’eredità culturale, sociale ed ecclesiale delle varie testate sorte già alla fine dell’Ottocento, nel solco del Movimento cattolico italiano e alla luce dell’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII. L’intenzione fondativa, di ordine ecclesiale e civile insieme, rispondeva al tentativo di dare attuazione allo spirito del Concilio Vaticano II, attraverso strumenti di dialogo con le realtà interne ed esterne alla Chiesa, e con il criterio della promozione professionale, ed ecclesiale del laicato.
All’inizio della Fisc c’è un gruppo di direttori dei settimanali di Piemonte, Lombardia e Veneto, insieme con don Giuseppe Venturini, redattore di “Avvenire”. La Federazione muove i primi passi in stretto coordinamento con le principali realtà ecclesiali italiane, in cui i sacerdoti, direttori dei giornali, sono inseriti. Dall’Azione Cattolica al Centro di orientamento pastorale, matura una sensibilità comune: l’attenzione prioritaria al “territorio” come ambiente di vita, di pastorale, di annuncio. E, dunque, il giornale cattolico diocesano come voce qualificata di questo territorio.
Secondo presidente della Federazione – dopo una breve presidenza di mons. Aldo Gobbi (1966-1968) – è don Franco Peradotto, direttore de “La voce del popolo” di Torino, affiancato fin dagli inizi da don Giuseppe Cacciami di Novara (che gli succederà alla presidenza nel 1979), don Costanzo Marino (Cuneo), don Oscar Lacchio (Biella), don Lorenzo Dell’Andrea (Belluno). Fin dai primi anni di vita la Federazione cerca di dotarsi di strutture di servizio: da Roma Giovanni Fallani raccoglie e rimette in circolo notizie ecclesiali e informazioni amministrative (un ciclostilato settimanale che è il primo nucleo del SIR); la Commissione tecnica della Fisc ha il compito di occuparsi delle questioni che saranno poi materia di lavoro del Consis; e la Commissione cultura è l’ambito di dibattito e programmazione delle iniziative comuni.
I fondatori della Federazione avevano chiara consapevolezza del quadro politico e culturale in cui erano chiamati a muoversi: per questo fin dall’inizio hanno impostato la vita della Fisc su una linea di assoluta autonomia dai “poteri temporali”, preferendo per molti anni una linea di “povertà” alla ricerca di aiuti che avrebbero potuto compromettere la libertà di intervento della Federazione o dei singoli giornali.
La nascita della Fisc è stata, quindi, non un atto burocratico, ma una scelta voluta per far sì che, nell’incontro e nella collaborazione, tutti i settimanali diocesani potessero crescere insieme nel loro servizio alla Chiesa e al territorio e, ancor più, pur conservando il loro stretto legame con la propria diocesi, si mettessero in piena sintonia con la Chiesa italiana nel suo insieme e, di conseguenza, con la Conferenza episcopale italiana.
La Fisc riunisce oltre 160 settimanali cattolici locali, raggiungendo così gran parte del territorio nazionale. Le copie diffuse, secondo recenti accertamenti, sono intorno al milione a settimana.
Marco Bonatti
direttore “La voce del popolo” Torino
(17 novembre 2006)