Cos’è la Fisc

FISC: 40 ANNI

La Fisc nasce il 27 novembre 1966 come associazione dei settimanali diocesani, non soltanto per un’esigenza di collegamento o di naturale sinergia tra i numerosi giornali diocesani, ma soprattutto con l’intento esplicito di raccogliere l’eredità culturale, sociale ed ecclesiale delle varie testate sorte già alla fine dell’Ottocento, nel solco del Movimento cattolico italiano e alla luce dell’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII. L’intenzione fondativa, di ordine ecclesiale e civile insieme, rispondeva all’urgenza, avvertita in campo massmediale, di dare vita a un vero e proprio progetto culturale cristianamente ispirato.

La nascita della Fisc è quindi non un atto burocratico, ma una scelta voluta per far sì che, nell’incontro e nella collaborazione, tutti i settimanali diocesani potessero crescere insieme nel loro servizio alla Chiesa e al territorio e, ancor di più, pur conservando il loro stretto legame con la propria diocesi, si mettessero in piena sintonia con la Chiesa italiana nel suo insieme e, di conseguenza con la Conferenza episcopale italiana.

La Fisc riunisce 162 settimanali cattolici locali; alcuni dei quali presenti e diffusi in più diocesi (ad esempio: Toscana Oggi è in 15 edizioni per altrettante diocesi; La Voce esprime la vita di 8 diocesi umbre). La Federazione aggiunge pertanto gran parte del territorio nazionale; le copie diffuse, secondo gli accertamenti più recenti, sono intorno al milione a settimana.
I settimanali cattolici locali hanno, fin dall’inizio, vissuto in maniera forte una duplice cittadinanza, che li ha resi testimoni privilegiati dell’esperienza umana e religiosa, nonché promotori di opinione pubblica libera e qualificata presso le popolazioni del proprio territorio. In altre parole, “Giornali della Chiesa e giornali della gente”.

Giornali “della” Chiesa. Settimanali che la Chiesa promuove e sostiene, ma non destinati unicamente a un circuito informativo interno alla comunità ecclesiale. In questo senso, essi non sono “settimanali di informazione ecclesiale”, ma “settimanali ecclesiali di informazione generale sul territorio”.

Giornali “della gente”. Nella loro ormai più che secolare esperienza informativa, i giornali cattolici locali hanno sempre voluto conservare una dimensione fondamentale che è quella del radicamento in un territorio particolare caratterizzato dalla sua gente con la sua cultura, le tradizioni, i valori, la fede religiosa, i problemi e le attese. Nella sua fedeltà al territorio e alla gente, il settimanale cattolico contribuisce allo sviluppo del pluralismo informativo e della libertà di informazione, contribuendo alla maturazione delle coscienze in un ambito di democrazia informativa.

(17 novembre 2006)