“VISITA AD LIMINA”
Fede popolare e famiglia. “La Regione ha due punti forti: la fede popolare e la famiglia”. A presentare un quadro della situazione in Basilicata, in occasione della prossima visita ad limina dei vescovi lucani dal Papa (27-30 novembre), è mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata. “La fede di popolo – chiarisce il presule – emerge dalla quasi totale partecipazione degli abitanti alle messe domenicali e ai sacramenti, dalla scelta di celebrare i matrimoni in chiesa, dall’opzione dell’insegnamento della religione per i figli nelle scuole”.
Anche “la famiglia tiene da noi”, sottolinea l’arcivescovo, “ma non possiamo vivere di eredità, bisogna avere nuove energie”. Un impegno della Chiesa lucana è, quindi, “formare i formatori di pastorale familiare, che s’impegnano nelle parrocchie con corsi di preparazione al matrimonio o sostenendo famiglie in difficoltà e giovani coppie”. Importante, poi, anche “la formazione dei seminaristi e quella permanente dei sacerdoti più giovani” perché “sono necessari preti validi per accompagnare i laici ed ottenere buoni risultati”.
Il mondo in cui viviamo, infatti, “crea molte fragilità e povertà”, come è stato sottolineato anche durante il Convegno ecclesiale nazionale di Verona, “e noi – sottolinea il presule – dobbiamo essere attenti a queste nuove situazioni”. Proprio per “non disperdere i frutti” del Convegno di Verona “i delegati s’incontreranno, il 18 dicembre, con i vescovi lucani per una riflessione comune. Non manca, comunque, già un fermento nelle nostre diocesi dopo l’appuntamento nella città scaligera”.
Spopolamento e disoccupazione. I principali problemi della Regione sono, per il presule, essenzialmente due, collegati tra di loro: “Lo spopolamento dei piccoli centri e la mancanza di lavoro”. Il primo, chiarisce mons. Superbo, “è conseguenza della seconda. Infatti, è forte soprattutto l’emigrazione di giovani qualificati”. Inoltre, “pure alcune industrie sorte dopo il terremoto del 1980 grazie alla ricostruzione stanno chiudendo o andando via”. Anche il Progetto Policoro “non riesce a incidere significativamente”; di qui “la volontà dei vescovi di rilanciarlo per creare una nuova cultura del lavoro”. Purtroppo, osserva il presule, “qui c’è ancora l’abitudine di ottenere i posti di lavoro attraverso rapporti clientelari”.
Per cambiare questa mentalità “sono necessari tempi lunghi, ma noi operiamo con speranza”. Disoccupazione e spopolamento, a giudizio dell’arcivescovo, “richiamano, dunque, un nuovo impegno dei cattolici in politica”: di conseguenza, “un’altra scommessa riguarda la formazione dei laici”. Da oltre due anni, è stato avviato un cammino di collaborazione tra associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, basato sulla stima reciproca. “Il 29 aprile 2006 – racconta mons. Superbo – c’è stata la convocazione del laicato cattolico voluto dalla conferenza episcopale lucana sul tema Costruttori di futuro, che si è conclusa con la consegna di un mandato dei vescovi della Basilicata al laicato lucano ed ai responsabili dei movimenti e delle associazioni ecclesiali della Regione”.
Scheda della Regione ecclesiastica Basilicata
La Regione ecclesiastica Basilicata è composta da 6 diocesi (Acerenza, Matera-Irsina, Melfi-Rapolla-Venosa, Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Tricarico, Tursi-Lagonegro). Presidente della Conferenza episcopale lucana è mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo; vicepresidente è mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo di Matera-Irsina; segretario è mons. Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa. Le parrocchie sono 268, i sacerdoti secolari 333, quelli regolari 85, i diaconi permanenti 38. La regione ecclesiastica copre un territorio di 9.970 chilometri quadrati; gli abitanti sono 614.070. Le Province sono 2 (Matera e Potenza); i Comuni sono 131 (31 nella provincia di Matera; 100 in quella di Potenza).
Dal punto di vista ecclesiale, per quanto siano rimaste poche notizie sulla storia religiosa dell’antica Lucania, certamente nel IV sec. il territorio vedeva già la presenza di alcune comunità cristiane organizzate. Teatro di battaglie e di scorrerie nei secoli delle invasioni barbariche, la regione rifiorì durante il dominio bizantino, fra IX e X sec., fase in cui anche la fisionomia religiosa iniziò a delinearsi con maggiore precisione attraverso l’influsso del mondo greco. In questo periodo si fece intensa la penetrazione di monaci basiliani, fuggiti dalla persecuzione iconoclasta, che costellarono il territorio di chiese scavate nelle rocce delle gravine, creando insediamenti assai caratteristici, di cui oggi rimangono preziose testimonianze nella zona di Matera.
Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale della Basilicata è stata Maria Marchetta. Nata a Grassano (Mt), il 16 febbraio 1939, fu colpita in piena adolescenza da paraplegia flaccida. La malattia la condusse progressivamente all’immobilità. Il letto, dove rimase bloccata per 14 anni, si trasformò, per la sua volontà tenace e l’amore appassionato a Gesù e alla Chiesa, in un luogo di preghiera e di missione per la conversione del mondo al Vangelo.
(17 novembre 2006)