Terre di migrazione

“VISITA AD LIMINA”

Divertimenti eccessivi. “Sono molteplici i problemi che affliggono l’Abruzzo e il Molise, benché siano in gran parte condivisi con le altre Regioni italiane”. Di questo è convinto mons. Carlo Ghidelli, arcivescovo di Lanciano-Ortona e presidente della Conferenza episcopale abruzzese molisana. Innanzitutto, “si registra una grande disoccupazione, soprattutto tra i giovani, per cui – sottolinea il presule – molti, specialmente quelli che noi definiamo i cervelli, cioè i più preparati e competenti, emigrano”. Contemporaneamente, Abruzzo e Molise “sono diventate terre che accolgono anche immigrati, albanesi, africani, polacchi ed esistono esperienze positive di convivenza”.

Un’altra grave preoccupazione è “il numero eccessivo di infortuni sul lavoro”, dovuti alla mancata adozione “di adeguate forme di prevenzione e sicurezza”. Anche il fenomeno dell’usura è presente: per contrastarlo, “la Conferenza episcopale abruzzese molisana ha dato impulso ai comitati anti-usura, con l’obiettivo non solo di aiutare le vittime ma di renderle protagoniste del loro riscatto”. I giovani, poi, sono motivo di preoccupazione non solo per la mancanza di lavoro, ma anche perché “spesso prediligono forme di divertimento eccessivo e sconsiderato – evidenzia l’arcivescovo – talvolta anche a rischio della vita”. “Noi vescovi – dichiara mons. Ghidelli – siamo addolorati da tale situazione. Per questo, molti di noi vanno nelle scuole per intraprendere un dialogo con gli studenti. La pastorale giovanile regionale promuove, poi, iniziative, ma abbiamo la certezza, purtroppo, che la maggior parte dei giovani è attratta da ben altre cose”.

Coordinamento proficuo. L’arcivescovo avverte, quindi, la necessità di un ulteriore sviluppo della pastorale giovanile, ma non solo. “Sarebbe bene incentivare – dice – il turismo religioso nelle nostre zone. Già da 5/6 anni abbiamo cercato di incrementarlo, soprattutto perché l’Abruzzo è una regione che possiede molte attrattive: come non ricordare il miracolo eucaristico di Lanciano, il volto di Manoppello, gli eremi di S.Celestino? Il turismo religioso, poi, offre anche l’opportunità di creare occupazione, ma soprattutto di evangelizzare”.

C’è molta attenzione da parte della Chiesa pure verso gli anziani, “qui – spiega il presule – vivono persone molto longeve, per lo più accudite in casa, ma si stanno diffondendo anche le case di riposo, che hanno una funzione sociale forte”, verso il clero e la pastorale vocazionale, “dopo un periodo di crisi, c’è adesso un cenno di ripresa delle vocazioni”. Sul fronte delle comunicazioni sociali, “i vescovi hanno dato vita alla fondazione Cultura e comunicazioni sociali, che può essere un valido strumento per approfondire le tematiche riguardanti la comunicazione”.

Con la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) “stiamo anche studiando – rivela mons. Ghidelli – un coordinamento tra i vari fogli diocesani esistenti”. In generale, oltre a questo settore, “cerchiamo di coordinare il lavoro delle diocesi a livello regionale: si tratta di un impegno bello, interessante e soprattutto proficuo”. L’ultimo documento della Conferenza episcopale abruzzese molisana è di quest’anno e concerne la formazione permanente del clero. “Vorrei sottolineare – conclude mons. Ghidelli – un ultimo aspetto: nel giro di pochi anni quasi tutto l’episcopato, per ragioni di età, sarà rinnovato: l’immissione di energie nuove sicuramente gioverà alla nostra Chiesa”.


Scheda della Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise

La Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise è composta da 11 diocesi (Avezzano, Campobasso-Boiano, Chieti-Vasto, Isernia-Venafro, Lanciano-Ortona, L’Aquila, Pescara-Penne, Sulmona-Valva, Teramo-Atri, Termoli-Larino, Trivento). Presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana è mons. Carlo Ghidelli, arcivescovo di Lanciano-Ortona; vicepresidente è mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. Le parrocchie sono 1.059, i sacerdoti secolari 942, quelli regolari 418, i diaconi permanenti 81. La Regione ecclesiastica copre un territorio di 15.472 chilometri quadrati; gli abitanti sono 1.544.362. Le Province sono complessivamente 6 (4 per l’Abruzzo: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo; 2 per il Molise: Campobasso e Isernia). I Comuni sono 441 (305 per l’Abruzzo; 136 per il Molise).

Dal punto di vista ecclesiale, il cristianesimo giunse molto presto in queste terre, che ai tempi dell’Impero di Roma erano denominate Regione Valeria della IV Regione Italica. Le popolazioni dei monti più alti della catena appenninica furono tra le prime ad accogliere la parola del Vangelo. La fede cristiana mise subito radici molto profonde in queste genti, al punto da rimanere intatta anche quando cadde l’impero e irruppero nelle valli i barbari. Le radici diedero frutti negli eremi, nei monasteri, nelle abbazie e soprattutto nelle chiese, sobrie e serene, in contrasto con le linee aspre del territorio. La viva religiosità popolare sbocciò ardente nelle leggende agiografiche, nelle feste, nelle processioni agresti, nella diffusione dei santuari, che testimoniano il profondo legame degli abruzzesi e molisani con i propri santi.

Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale abruzzese-molisana è stato Giuseppe Capogrossi, filosofo del diritto di fama internazionale. Nato a Sulmona nel 1889, fu tra i fondatori dell’Ugci (Unione giuristi cattolici italiani) di cui fu anche primo presidente.

(17 novembre 2006)