UE: EMBRIONI UMANI

Fare chiarezza

VII programma quadro per la ricerca: un voto non scontato

“Il voto sul Settimo programma quadro per la ricerca di fine novembre non è scontato. A giugno non abbiamo avuto una strategia comune ed efficace, che stiamo costruendo oggi”. L’europarlamentare CARLO CASINI lancia una nuova linea d’azione per “fare in modo che l’Ue non finanzi la sperimentazione distruttiva di embrioni umani”. DEPUTATI DI VARIE NAZIONALITÀ. Durante la sessione parlamentare di novembre a Strasburgo, Casini ha ribadito il proprio impegno in tale direzione nel corso di una conferenza stampa in cui era affiancato da vari colleghi fra cui Patrizia Toia, Hiltrud Breyer, Mario Mauro, Roberta Angelilli. Il gruppo politico “trasversale” intendeva proporre due emendamenti all’articolo 6 del Programma, “idonei ad escludere in futuro il finanziamento europeo della distruzione di embrioni umani a scopi sperimentali”. Tali emendamenti – effettivamente presentati mercoledì 22 novembre – chiedono fra l’altro che sia resa chiara e non equivoca la dichiarazione resa il 24 luglio dalla Commissione, la quale si era impegnata a non finanziare progetti che prevedano la distruzione di embrioni. “Per essere vera, questa dichiarazione – affermano i deputati – suppone che la fase di derivazione delle cellule embrionali dagli embrioni non solo non sia finanziata, ma sia anche separata cronologicamente e finalisticamente dalla fase di sperimentazione sulle cellule estratte”. In tale direzione non dovrebbero quindi essere finanziati “progetti che utilizzino cellule derivate da embrioni distrutti successivamente alla data di approvazione del Settimo Programma quadro”. IL PROSSIMO VOTO IN AULA. Il gruppo di europarlamentari mostra preoccupazione per quanto potrebbe accadere nel corso della votazione del 30 novembre in Parlamento a Bruxelles quando si tratterà la questione del Settimo programma quadro sulla ricerca per il periodo 2007-2013. “È evidente – spiegano ora con decisione – che nel Parlamento non c’é una maggioranza favorevole al finanziamento”. La nuova “strategia” del gruppo è affidata anche a una dichiarazione che porta in calce numerose firme di membri del Parlamento, fra i quali: Dariusz Maciej Grabowski, Andrzej Zapalowski, Bogdan Pek, Witold Tomczak, Urszula Krupa, Miroslaw Piotrowski. Questi parlamentari lo scorso 15 giugno, durante il voto sul Programma per la ricerca avevano negato il consenso all’emendamento 319 proposto da Angelica Niebler, ritenendo “eticamente inaccettabile qualsiasi sperimentazione su cellule staminali embrionali, in quanto il loro approvvigionamento suppone l’uccisione deliberata di embrioni umani, mentre l’emendamento in questione la permetteva sulle cellule estratte prima del 31 dicembre 2003”. Gli stessi deputati avevano invece votato a favore dell’emendamento 354, presentato dalla commissione guridica (presidente Gargani) e da quella per i diritti delle donne (presidente Zabroska), che “intendeva evitare il finanziamento europeo di qualsiasi utilizzazione di cellule embrionali”. EMENDAMENTI PROMOSSI E BOCCIATI. La scelta di dire “sì” all’emendamento Gargani-Zabroska e di bocciare il testo proposto da Niebler era stata compiuta da 34 deputati (di cui 23 avevano votato contro il testo Niebler, 8 si erano astenuti, 3 non avevano partecipato al voto). “È ovvio – affermano i firmatari del documento – che se i 34 avessero votato a favore dell’emendamento Niebler, bocciato per soli 19 voti, esso sarebbe stato approvato per 289 voti contro 251. Ciò avrebbe determinato la decadenza del più permissivo emendamento 66”, presentato dalla commissione industria e ricerca, passato perché “50 parlamentari che avevano manifestato la loro preferenza per l’emendamento Niebler (avendola negata prima all’emendamento Gargani-Zabroska), hanno poi votato anche l’emendamento 66 ritenuto il minor male”. INTERESSI E SCELTE ETICHE. Appare evidente che nei corridoi del Parlamento si sta “combattendo una battaglia” delicata sotto il profilo politico e complesso sul versante giuridico. Non si può nemmeno trascurare che, come chiarisce al SIR Carlo Casini, “le procedure parlamentari di voto in questo caso non ci saranno di aiuto”. Ma, aggiunge subito dopo il politico italiano, “le battaglie già perse sono quelle che non si combattono”. Emergono inoltre precise sottolineature sui “forti interessi che ruotano attorno al settore della ricerca, che attendono solo di mettere le mani sui finanziamenti comunitari”, trascurando “ogni altra eventuale questione etica collegata al Settimo programma quadro”. Proprio su questi aspetti, il nucleo di deputati mobilitatisi chiarisce: “Le piccole modifiche che intendiamo introdurre non ritarderanno l’approvazione definitiva del Programma e quindi non ostacoleranno il sostegno della ricerca complessiva europea, perché esse mirano soltanto a eliminare le equivocità della posizione comune”. Il Consiglio “può immediatamente accettare gli emendamenti come una forma di interpretazione chiarificatrice”.