AMBIENTE
I vescovi tedeschi e i cambiamenti climatici
La Conferenza episcopale tedesca (Dbk), durante l’assemblea plenaria autunnale a Fulda, richiama non solo i responsabili della politica e dell’economia tedesca, ma ogni singolo cittadino, in particolare ogni cristiano, ad un impegno attivo e concreto per l’ambiente. Il cambiamento climatico globale è “la grande sfida dell’umanità”, afferma il card. KARL LEHMANN , presidente della Dbk, che insieme al vescovo ausiliare BERND UHL e a PAUL VELSINGER , membro della Commissione per l’ambiente, ha presentato il documento “Il cambiamento del clima: punto cruciale per la giustizia globale, intergenerazionale ed ecologica”. Il testo è stato elaborato dalla Commissione per le questioni sociali e dalla Commissione per la Chiesa mondiale. CLIMA E GIUSTIZIA GLOBALE. Nella presentazione del documento il card. LEHMANN mette in rilievo il problema del rapporto tra cambiamento climatico e giustizia globale: “Il cambiamento climatico influenza soprattutto la vita dei più poveri, sia a livello mondiale tra i vari Stati sia a livello regionale all’interno di uno Stato, dove i più poveri sono i più colpiti dalle conseguenze del cambiamento”. Il cardinale chiede al governo tedesco di intensificare gli sforzi per la tutela dell’ambiente. Il vescovo ausiliare UHL , presidente della Commissione per l’ambiente (questioni ecologiche), rivolgendosi ai responsabili del mondo politico ed economico e all’intera società tedesca, chiede di incentivare le misure di prevenzione e quelle di tutela ambientale. Anche la Chiesa cattolica stessa dovrebbe aumentare il suo contributo per la soluzione dei problemi ecologici. VELSINGER esprime a sua volta la speranza che questo documento venga letto ed accettato anche da non-cristiani, come monito severo contro un egoismo miope. LE RESPONSABILITÀ DELLA CHIESA. Pochi anni fa il cambiamento climatico era visto come un evento possibile in un futuro lontano, osserva il documento. Ora è un processo irreversibile che è già in corso e che sta cambiando le condizioni di vita in modo profondo. La tutela dell’ambiente è perciò un compito da affrontare senza ulteriori rinvii: nell’anno 2000, per esempio, ci sono state 150.000 vittime a causa dell’aumento della temperatura e, di conseguenza, delle inondazioni e delle epidemie. La scarsità di acqua potabile per una grande parte dell’umanità racchiude un potenziale enorme di conflitti sociali e militari. Senza provvedimenti radicali e globalmente concordati a tutela dell’ambiente, salute, benessere e sicurezza non possono essere garantiti a lungo termine. Soprattutto i Paesi poveri hanno difficoltà ad adattarsi alle conseguenze; gli Stati industriali, su cui ricade la colpa del cambiamento climatico, sono invece in grado di cautelarsi molto meglio. Questa ineguaglianza è un problema fondamentale della giustizia globale. Le conseguenze si faranno notare soprattutto nei prossimi decenni. Questo pone la questione della giustizia tra le generazioni. Inoltre il cambiamento climatico ha effetti nocivi per la fauna e la flora e tocca così la relazione tra l’uomo e il creato. In considerazione della portata etica del problema e del rischio esistenziale per i valori fondamentali umani e cristiani, il documento deduce che il cambiamento di clima è un tema in cui la Chiesa deve prendere posizione e agire. PERCEPIRE-GIUDICARE-AGIRE . Nel mondo cattolico finora non ci sono molte prese di posizione su questo tema. Gli autori del documento vogliono colmare questa lacuna e procedono in tre passi successivi: analisi del cambiamento climatico causato dall’uomo e sue conseguenze; formulazione dei criteri per un’etica cristiana di sostenibilità; proposte per una tutela del clima in solidarietà con le vittime del cambiamento (necessità di una politica climatica globale e integrata, diminuzione delle cause del cambiamento climatico, adattamento alle conseguenze del cambiamento climatico e contributo della Chiesa cattolica tedesca con iniziative per la protezione dell’ambiente). Si mette in evidenza che, per testimoniare il cristianesimo, non è solo sufficiente la riflessione etica, ma è parimente necessario l’impegno concreto per la giustizia, praticando di persona la tutela dell’ambiente. LA FORZA DELLA FEDE. Già nel decreto del sinodo dei vescovi tedeschi “La nostra speranza” del 1975 si afferma che la Chiesa deve mobilitare le forze morali sonnecchianti a favore di una vita più dignitosa per i popoli svantaggiati ma anche a favore delle condizioni di vita delle generazioni future. Compiti centrali della Chiesa sono: solidarietà con le attuali e future vittime del cambiamento climatico soprattutto con i poveri e deboli; difesa dei loro interessi – per quanto possibile collaborando con loro – e sostegno della loro protesta. Per un’etica credibile e persuasiva la Chiesa deve infatti dare una testimonianza con esempi concreti. Per la fede cristiana l’impegno per la tutela climatica non è marginale, ma una prova della sua forza.