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RASSEGNA STAMPA

“Nella storia della Chiesa romana il viaggio verrà giudicato per i suoi effetti sui rapporti fra il cattolicesimo e l’ortodossia. Sarà un successo, in altre parole, se creerà le condizioni per una nuova unità. Fallirà se i rapporti con i patriarcati orientali rimarranno compassati e distanti”: lo scrive sul CORRIERE DELLA SERA (27/11) il giorno prima della partenza di Benedetto XVI per la Turchia, Sergio Romano nell’editoriale dal titolo “Il Papa, l’Islam e gli Ortodossi” .
“Era inevitabile che il viaggio del papa in Turchia – scrive Romano – diventasse, in questo particolare momento, un episodio nella storia dei rapporti fra l’Islam e l’Occidente cristiano. Ma è opportuno ricordare, a scanso di equivoci, che la principale motivazione del viaggio non ha nulla a che vedere con i temi della lezione accademica di Ratisbona” 
Lo scopo principale del viaggio, secondo Romano, “è probabilmente quello di rendere visita al Patriarca di Costantinopoli nella speranza di comporre il più rapidamente possibile il dissidio che si è aperto durante il regno del suo predecessore” . L’editoriale afferma che ci sono problemi che Benedetto XVI “non può risolvere: l’immigrazione musulmana in Europa, lo scontro di civiltà, le relazioni tra islamici moderati e fanatici, l’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Anche se questa era probabilmente l’ultima delle sue intenzioni, il papa teologo è diventato un papa diplomatico ed è stato caricato di un compito che non gli compete” .

“Ratzinger sotto esame” è il titolo dell’editoriale su LA REPUBBLICA (28/11) di Marco Politi nel quale, a proposito del viaggio in Turchia, si afferma che “dopo il discorso di Ratisbona e la crisi scoppiata tra Santa Sede e Islam con l’infausta citazione anti-Maometto dell’imperatore bizantino Manuele Paleologo, lo scenario è completamente cambiato. Mettendosi in volo questa mattina, Joseph Ratzinger sa di dover attraversare il cerchio di fuoco dei rapporti con l’Islam” . Politi prosegue notando che “sarà tutta la galassia dell’Islam a cercare di capire qual è l’idea, qual è il progetto di dialogo e di cooperazione che il nuovo Papa cattolico intende tracciare nelle relazioni con il mondo musulmano”.

“Benedetto tra Islam e occidente” è il titolo dell’editoriale di Franco Garelli su LA STAMPA (28/11) nel quale si sottolinea che “l’ospitalità offerta a Benedetto XVI è un’importante carta di credito che il governo turco può giocare nella richiesta di ingresso del Paese nell’Unione europea. Anche se, come prevedibile, il Papa cattolico non mancherà di porre anche in terra turca la questione della libertà religiosa, per rafforzare una presenza cristiana discriminata e ormai ridotta al lumicino in una nazione a grande maggioranza islamica”.
Per Vincenzo Pergolizzi, che su IL MESSAGGERO (28/11) firma il servizio “Civiltà più forte del fanatismo, che il Pontefice sia il benvenuto” , nel quale si analizzano le reazioni della gente comune turca alla visita del Pontefice. “L’Hosgeldin, comunque benvenuto – annota l’autore, sentendo uomini e donne qualsiasi lungo le vie del centro di Istanbul – si tramuta in un’eco continua tra le brevi risposte, anche se la citazione di Ratisbona lascia un segno, rimane ferita aperta, in via di guarigione. Non si sa quanto amplificata da una elaborata campagna mediatica o quanto frutto dell’ignara conoscenza occidentale verso la sensibilità popolare di un Islam moderato, la frase dell’imperatore bizantino citata dal Papa è compagna mesta di un augurio sincero di benvenuto”.

IL GIORNALE (28/11), Andrea Tornielli annota che “proprio per mandare un segnale distensivo a tutto il mondo islamico, Ratzinger ha deciso di includere nel programma del viaggio una visita alla Sultanhamet, la Moschea Blu… L’immagine del Pontefice che a piedi scalzi e con riverenza entra in luogo considerato sacro dall’Islam, varrà più di mille parole”.

IL SOLE-24 ORE (28/11) dedica una intera pagina al viaggio papale, legando i due aspetti politico-istituzionale per l’adesione della Turchia all’Ue e religioso. “La Turchia – scrive Vittorio Da Rold – sente in questi giorni di avere gli occhi del mondo puntati addosso (con 2 mila giornalisti stranieri accreditati) e non vuole peggiorare un’immagine esterna già non eccelsa” . L’autore prosegue dicendo che “Benedetto XVI chiede al mondo musulmano una chiara condanna di qualsiasi forma di violenza in nome della religione (i kamikaze islamici) e una maggiore reciprocità nella libertà di fede nei Paesi a maggioranza islamica”.
Per Andrea Riccardi, su AVVENIRE (28/11), “un aspetto essenziale del viaggio” sarà “il suo significato ecumenico, soprattutto nel rapporto con la prima sede dell’ortodossia… Benedetto XVI con questo viaggio dice la sua volontà di camminare verso le Chiese ortodosse, a partire da Bartolomeo”.

(28 novembre 2006)