ECUMENISMO
L’incontro a Roma tra Benedetto XVI e Rowan Williams
“Il perseguimento della pace in Terra Santa e in altre parti del mondo sfigurate dai conflitti e dalla minaccia del terrorismo” è uno degli “ambiti comuni di testimonianza e servizio nei quali possiamo impegnarci insieme e che effettivamente ci chiamano ad una più stretta cooperazione”. È quanto affermano BENEDETTO XVI e l’arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana ROWAN WILLIAMS, nella Dichiarazione comune sottoscritta a conclusione dell’incontro in Vaticano dello scorso 23 novembre, a 40 anni dalla storica visita dell’allora arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey a Paolo VI. La Dichiarazione sottolinea “il bene che è uscito da questi quattro decenni” ma, al tempo stesso, afferma la necessità di “riconoscere pubblicamente la sfida rappresentata dai nuovi sviluppi che, oltre ad essere motivo di divisione per gli anglicani, costituiscono seri ostacoli al nostro progresso ecumenico”. Di qui l’urgenza di rinnovare l’impegno ” verso la piena e visibile comunione” al servizio dell’uomo. PROSEGUIRE IL DIALOGO . “Il mondo ha bisogno della nostra testimonianza e della forza che viene da un’indivisa proclamazione del Vangelo. Le enormi sofferenze della famiglia umana e le ingiustizie che colpiscono le vite di tante persone costituiscono un urgente richiamo alla nostra testimonianza e al nostro servizio condivisi” aveva detto nel corso dell’incontro Benedetto XVI . Rilevando che “i recenti sviluppi, riguardanti in particolare il ministero ordinato e alcuni insegnamenti morali, hanno colpito” le reciproche relazioni, il Pontefice si è detto convinto che “tali questioni, attualmente in discussione all’interno della Comunione anglicana, siano di vitale importanza per la predicazione del Vangelo nella sua integrità, e che il dibattito in corso” inciderà “sul futuro delle nostre relazioni”. E’ tuttavia importante, ha concluso, che, “pure tra le attuali difficoltà, proseguiamo il dialogo teologico”. UN BILANCIO POSITIVO . Incontrando i giornalisti all’indomani dell’udienza con Benedetto XVI, Rowan Williams ha tracciato un bilancio positivo della sua visita. “Sono venuto a Roma per stabilire una relazione personale con il Papa – ha dichiarato -, sviluppare il dialogo tra anglicani e cattolici” e “incontrare le diverse congregazioni vaticane” che si occupano del dialogo ecumenico.”Posso dire che tutti e tre questi obiettivi sono stati raggiunti”. Williams ha quindi annunciato che agli inizi del 2007 verrà pubblicato il rapporto della Commissione internazionale anglicana-cattolica per l’unità e la missione (Iarcuum), e nel corso dell’anno “si incontrerà un gruppo di lavoro per approfondire le modalità” per “una concreta cooperazione nella testimonianza e nel servizio”. L’arcivescovo di Canterbury ha quindi riferito di aver esposto a Benedetto XVI, su richiesta di quest’ultimo, “l’esperienza e l’impatto dell’ordinazione delle donne”. “Gli ho spiegato il mio punto di vista – ha affermato il primate anglicano – i benefici che ne sono derivati e i fondamenti teologici che la sostengono”. Sulla questione delle donne vescovo, “abbiamo in corso una profonda riflessione teologica” e al riguardo, ha precisato, “la Chiesa d’Inghilterra non ha ancora preso una decisione” e “non è scontato” che faccia questo passo. I VIAGGI DEL PAPA . “Esprimo la mia gratitudine per la visita del primate della Comunione anglicana a Roma; questo incontro, andato molto meglio del previsto, dimostra che vogliamo proseguire con coraggio il nostro dialogo impegnandoci per superare le difficoltà”. Così il card. WALTER KASPER , presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, intervenuto alla conferenza stampa insieme al card. Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster e primate cattolico di Inghilterra e Galles. Con riferimento al viaggio di Benedetto XVI in Turchia, il card. Kasper ha rammentato che “il primo scopo di tale viaggio”, definito dal porporato “una visita non facile, ma molto importante per sostenere le minoranze cristiane che vivono nel Paese”, è “il dialogo ecumenico”. Sulla stessa linea Williams: “Con il Papa non abbiamo affrontato l’argomento, ma abbiamo parlato del dialogo interreligioso”. Per l’arcivescovo di Canterbury, Benedetto XVI “incoraggerà le minoranze cristiane che hanno bisogno della sua presenza”, ma il suo “sarà un viaggio molto impegnativo, nel corso del quale dovrà stare attento a ciò che dirà”. Con riferimento alle preoccupazioni comuni per le popolazioni cristiane in Medio Oriente, è stato annunciato dal card. CORMAC MURPHY-O’CONNOR un “pellegrinaggio condiviso” nel tempo di Natale in Terra Santa, cui prenderanno parte i leader e i fedeli delle Chiese cattolica, anglicana, metodista e battista di Inghilterra”. Sull’eventualità di un viaggio di Benedetto XVI in Gran Bretagna, il card. O’Connor ha reso noto di aver invitato il Papa nel 2005, ma che a causa dei suoi numerosi impegni tale visita non è in programma per il 2007, e che comunque “no non significa mai”.