Bielorussia: ricordo di Giovanni Paolo II

Un simposio per diffondere la conoscenza dell’attività pastorale e degli insegnamenti di Giovanni Paolo II: è l’evento promosso nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale della Bielorussia nella cattedrale di Minsk intitolata al Nome di Maria. Ospite d’onore all’incontro – su “Giovanni Paolo II, uomo di fede e di cultura”, e che si è svolto nell’ambito dell’anno che la Chiesa cattolica bielorussa dedica al ricordo del grande pontefice – il prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, card. Zenon Grocholewski, per lunghi anni stretto collaboratore di Papa Wojtyla. Dopo aver rammentato “l’importanza che per Giovanni Paolo II rivestivano i destini dei Paesi dell’Europa centrale e orientale”, il card. Grocholewski ne ha richiamato “l’impegno volto alla promozione e allo sviluppo dell’educazione cattolica”. Al riguardo, il prefetto della Congregazione vaticana ha brevemente illustrato le due Costituzioni apostoliche di Giovanni Paolo II Sapientia Christiana (15 aprile 1979), dedicata alla questione degli studi accademici e alle istituzioni che la Chiesa crea a questo fine, e Ex Corde Ecclesiae (15 agosto 1990), dedicata alle università cattoliche, “la cui attività – ha osservato – è stata, per la prima volta nella storia della Chiesa, regolata”. “La nuova storia della Chiesa cattolica in Bielorussia, che possiamo chiamare la cronaca di una rinascita, è strettamente connessa con il pontificato del grande Papa Slavo” ha affermato il card. Kazimierz Swiatek, arcivescovo emerito di Minsk-Mohilev, già definito da Giovanni Paolo II “testimone della fede ai nostri giorni”. Per suor Zofji Zdybitskaj, dell’ordine di Sant’Orsola, docente di filosofia e per quasi cinquant’anni vicina a Giovanni Paolo II, “il contributo del Grande Papa all’antropologia filosofica è uno dei più importanti servizi resi dal Pontefice; un servizio di natura intellettuale”. Il simposio si è chiuso con una solenne celebrazione eucaristica in polacco, presieduta dal card. Grocholewski.