Cultura e creazione d’occupazione

Nel corso del Consiglio dei Ministri della Cultura di Novembre, il Commissario europeo all’istruzione, l’informazione, la cultura ed il multilinguismo Jan Figel ha presentato uno studio effettuato per conto dell’Esecutivo relativo all’importanza della cultura per l’economia Ue con particolare attenzione all’occupazione nel settore ed al “potenziale di creazione di posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità”. I dati forniti dalla ricerca giustificano la definizione di “grande datore di lavoro”, in contrasto con il pregiudizio corrente che assegna all’arte e alla cultura un ruolo economico marginale: 2,6% del prodotto interno lordo dell’Unione nel 2003, crescita del 12,3% nell’ultimo decennio, 654 miliardi di Euro di cifra d’affari nel 2003, quasi 6 milioni di occupati nel 2004 (pari al 3,1% della popolazione attiva), crescita dell’occupazione nel settore in un periodo di recessione generale a livello comunitario. Lo studio, sulla base del principio secondo il quale “l’investimento sulla cultura è un investimento che rende”, presenta inoltre una serie di raccomandazioni strategiche all’interno di una “strategia coerente per il settore della creazione”: migliorare la raccolta statistica, promuovere la creatività per contribuire alla Strategia di Lisbona (lo studio sarà la base per la discussione al Vertice europeo di primavera 2007), coordinare a livello interistituzionale comunitario le politiche che hanno un impatto sulla cultura.