Euro e debolezze dell’economia

“L’esperienza degli ultimi otto anni mostra che numerosi Paesi della zona dell’Euro non sono ancora pienamente adattati alla vita in seno all’Unione Monetaria con una politica monetaria ed una moneta comuni”. È questa la conclusione per certi versi sorprendente della Comunicazione “Rafforzamento della zona dell’Euro: priorità politiche principali” adottata contemporaneamente al bilancio 2006 dell’economia europea. Malgrado “l’Euro si sia ormai affermato come una moneta forte e stabile”, secondo la Commissione si riscontrano difficoltà per quanto concerne sia l’inflazione sia la capacità di competere delle economie nazionali, dovute alla “solo parziale interiorizzazione delle implicazioni legate all’appartenenza all’Unione Monetaria”. Le lezioni da trarre sono molteplici: accelerare le riforme strutturali; consolidare le finanze pubbliche attraverso politiche più ambiziose; aumentare (e non diminuire, come avviene in molti Paesi) le spese pubbliche per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, l’innovazione, la formazione; integrare i mercati finanziari e dei capitali; armonizzare i servizi e completare il processo di liberalizzazione degli stessi. Il documento stigmatizza infine il comportamento dei responsabili politici che “compiono il doppio errore” di spiegare male l’Euro e di addossare alla moneta unica tutte le colpe della debolezza dell’economia.