“La croce non è un oggetto di arredamento nell’aula del tribunale”: lo ha affermato mons. Reinhard Marx, vescovo di Treviri, prendendo posizione il 22 novembre scorso sulla recente decisione del tribunale del Land di rimuovere i crocifissi. Marx, richiamandosi all’intervento del Papa sulla situazione della Chiesa in Germania in occasione della visita ad limina, ha deplorato la decisione. Il vescovo ha ricordato che “negli ultimi 1700 anni e fino ad oggi, la storia della città e della regione di Treviri è stata forgiata in gran parte dal Cristianesimo. La diocesi di Treviri è la più antica della Germania, Treviri ospita la cattedrale cristiana più antica al nord delle Alpi”. Sotto questo aspetto, Marx ha definito il provvedimento una “cesura storica” e un “tentativo di rimuovere la nostra tradizione e le nostre origini. La croce negli edifici pubblici, soprattutto nelle scuole e nei tribunali evidenzia il fatto che la nostra comunità si ritiene “responsabile davanti a Dio”, come formulato dalla Costituzione”, ha affermato Marx. “La Corte costituzionale non ha richiesto la rimozione di tutte le croci dagli edifici pubblici. Pertanto, anche a Treviri esistono altri modi per garantire da un lato la neutralità ideologica dello Stato e la tradizione cristiana e il presente del nostro Paese dall’altro”. “Ciò che mi ha irritato soprattutto è il fatto che le croci debbano scomparire silenziosamente. Ma la croce non è un oggetto di arredamento qualsiasi del tribunale”, ha ribadito. “Dopo la diffusione della decisione del presidente del tribunale di Treviri, numerosi cristiani hanno espresso pubblicamente la loro incomprensione e la propria critica. Ciò dimostra che la fede cristiana non è solo una dimensione storica ma è realtà viva e potente”, ha concluso.