“Trasmissioni religiose per l’oggi” è il titolo del seminario promosso nei giorni scorsi dal Consiglio delle Chiese d’Irlanda per gli affari televisivi e radiofonici (Icctra) a Maynooth. Oltre 40 delegati in rappresentanza delle Chiese aderenti all’Icctra di cui fanno parte 6 rappresentanti per la Chiesa cattolica, 2 per la Chiesa d’Irlanda, e uno, rispettivamente per le Chiese presbiteriana e metodista, e per il Consiglio irlandese delle Chiese. Brenda Drumm, responsabile dell’Ufficio cattolico per le comunicazioni e segretario onorario Icctra, ha presentato un’indagine, svolta per conto dell’Icctra nel gennaio 2005, sulle trasmissioni religiose nelle radio indipendenti, locali o commerciali della Repubblica d’Irlanda. Il 57% delle emittenti radiofoniche che hanno partecipato alla ricerca ha dichiarato di trasmettere uno o più programmi religiosi a settimana per un totale di 26 ore di programmazione religiosa. Molte emittenti auspicano maggiore sostegno dalle Chiese nella produzione di programmi religiosi. Per Pat Coyle, giornalista e direttore del Centro di comunicazione dei gesuiti, “in quanto giornalisti e conduttori di programmi religiosi, dobbiamo comprendere il nostro pubblico. Agli irlandesi piace riflettere e ruminare i temi religiosi; essi vogliono essere educati, informati e, al tempo stesso, intrattenuti quando ascoltano la radio”. “Ricerca e programmazione sono essenziali per mantenere alto il livello delle trasmissioni” ha osservato Eileen Good, direttore di Rnn (Religious news network), convinta che “le Chiese devono far sentire le proprie voci, in particolare nelle radio locali. Non perché la radio locale sia più semplice – ha precisato – ma perché concede più tempo dei trenta secondi offerti da un’emittente nazionale per porre una domanda”. “La programmazione radiofonica è essenziale per la missione della Chiesa” ha affermato Dan Carroll, responsabile dell’Ufficio comunicazioni della diocesi di Ossory e conduttore di un programma a sfondo religioso.