PARLAMENTO EUROPEO

Un’agenda per il futuro

Dall’integrazione alle questioni etiche della ricerca, dalla disabilità all’Aids

Due giorni intensi per l’Europarlamento, riunito in plenaria per approvare il settimo Programma quadro per la ricerca, discutere sul futuro dell’integrazione e dare il via libera ad alcuni dossier di interesse sociale. I lavori si sono svolti il 29 e 30 novembre nella sede di Bruxelles, con un occhio rivolto alla Commissione che nel frattempo decideva lo stop parziale ai negoziati di adesione della Turchia e l’altro puntato sulla visita di papa Benedetto XVI nel paese anatolico. COSTITUZIONE E “SFIDE SOTTERRANEE”. Il dibattito in Emiciclo sul processo di integrazione è stato aperto da un intervento del premier irlandese, BERTIE AHERN . “Mi aspetto che la Dichiarazione di Berlino”, che sarà approvata dai capi di Stato e di governo dell’Ue durante il summit del 25 marzo 2007, “sia succinta ed eloquente per rilanciare il dibattito sul Trattato costituzionale”. Ahern, parlando in gaelico (lingua introdotta per la prima volta tra quelle ufficiali dell’Ue, aggiungendosi alle altre 20), ha affermato che “ci sono varie sfide sotterranee che dobbiamo affrontare per proseguire quanto è stato fatto in 50 anni di vita della Comunità”. Fra queste, il politico irlandese ha elencato “la competitività, che richiede investimenti, ricerca e la costruzione di un mercato senza barriere”; “il rinnovamento del modello sociale europeo”; la tutela dell’ambiente; la disponibilità di un bilancio adeguato per realizzare tutte le politiche comuni; “il perseguimento degli interessi dei cittadini, i quali si attendono risultati concreti da questa Europa”. RAPPORTI CON LA RUSSIA, PROSSIMI ALLARGAMENTI. Ahern ha infine affermato: “La Carta costituzionale può essere modificata, senza inficiarne l’impianto fondamentale”. Nel corso del dibattito, a tratti spigoloso, vari deputati si sono detti d’accordo circa il tentativo di spianare la strada all’entrata in vigore della Costituzione, mentre molti altri hanno contestato gli scarsi passi avanti compiuti, dopo i falliti referenda francese e olandese, dai leader politici nazionali e dal Consiglio Ue, lasciando intravedere una scarsa volontà di approvare la Carta. Dopo tale dibattito, i lavori si sono concentrati sull’analisi del summit Ue-Russia del 24 novembre e sulla imminente adesione di Romania e Bulgaria. Nei documenti approvati, l’Europarlamento ritiene positivo l’ingresso dei due paesi nella “casa comune”, ma si sottolinea al contempo che sono necessari progressi e riforme per avvicinare Bucarest e Sofia agli standard comunitari. RICERCA EUROPEA E QUESTIONI ETICHE. L’Assemblea ha poi votato il Programma quadro che destinerà nel periodo 2007-2013 la cifra di 54 miliardi di euro alla ricerca. Numerosi i settori interessati, dall’economia alle nuove tecnologie, dall’ambiente alla salute. Con l’approvazione del testo è passata anche la possibilità di finanziamenti relativi agli esperimenti sulle cellule staminali embrionali, pur nel rispetto delle legislazioni nazionali. Le obiezioni etiche sollevate sull’argomento e raccolte in due emendamenti hanno comunque raccolto sostegno da numerosi deputati, sollecitando ora una risposta finale da parte del Consiglio dei ministri. Infatti, come spiega il deputato italiano CARLO CASINI , “il Parlamento ha avuto un sussulto votando in un caso a favore dell’emendamento che chiede di rifiutare il finanziamento di ricerche su cellule embrionali derivanti da embrioni distrutti successivamente alla data di approvazione dello stesso Programma quadro. In altro voto analogo il Parlamento si è spaccato esattamente in due”. SEGNALI CONTRASTANTI DALL’EMICICLO. Nel corso dei lavori ha avuto il semaforo verde la relazione della rappresentante britannica ELIZABETH LYNNE che “invita la Commissione a presentare una proposta di direttiva specifica sulla disabilità” e a “promuovere una Carta europea per la qualità dell’assistenza alla persona disabile”. “Il principio di non discriminazione nell’accesso ai beni e ai servizi – vi si legge – deve essere un diritto garantito a ogni cittadino europeo”. Inoltre, per la Giornata mondiale della lotta contro l’Aids (1° dicembre), il Parlamento ha adottato una risoluzione che sollecita “maggiori fondi per i programmi di prevenzione”. Chiede quindi “di integrare l’informazione e l’assistenza su comportamenti sessuali responsabili e sull’efficace prevenzione delle malattie trasmissibili in tutti i servizi in materia di sanità riproduttiva e sessuale”. L’Aula chiede più fondi per i programmi di prevenzione e per assistere i bambini vittime della malattia o risultati orfani a causa dell’Aids (15 milioni in tutto il mondo). In particolare chiede alla Commissione di portare a 1 miliardo di euro il proprio contributo al Fondo mondiale per la lotta contro l’Hiv/Aids. D’altro canto il Parlamento sottolinea “la necessità di un aumento globale dei finanziamenti da parte dei donatori nei prossimi anni per tutte le forniture di anticoncezionali, compresi i preservativi, per la prevenzione del contagio”.