“Aspra condanna” è stata espressa il 1° dicembre da Paul Schulmeister, presidente dell’associazione accademica cattolica austriaca, relativamente alla recente profanazione di un cimitero islamico in costruzione a Vienna. “Occorre reagire con decisione a siffatti segni di intolleranza e di aggressività inumana”, ha affermato Schulmeister a Kathpress. “Il fatto che sul muro del cimitero siano state dipinte numerose croci nere indica che i fomentatori di discordia vogliono disturbare gli sforzi di riconciliazione, come quelli del Papa durante il viaggio in Turchia appena concluso”, ha aggiunto, esprimendo al contempo “solidarietà e partecipazione nei confronti dei fratelli e delle sorelle musulmani in Austria”. Anche secondo Al-Rawi, incaricato per l’integrazione della comunità di fede islamica in Austria, le 23 croci dipinte, scoperte venerdì scorso, rappresentano “una provocazione mirata”. Riguardo ai rapporti tra cristiani e musulmani il 24 novembre scorso, a Vienna, è stata presentata una nuova “Comunità di lavoro cristiano-islamica”, finalizzata non solo a promuovere il dialogo tra i fedeli delle due religioni, ma anche esercitare un influsso a livello di politica sociale mediante dichiarazioni comuni: lo ha sottolineato Josef Zemanef, cofondatore dell’istituzione e presidente dell’Akv (Comunità di lavoro delle associazioni cattoliche). Zemanek ha individuato nei settori di politica scolastica e di tutela della famiglia alcuni tra gli obiettivi che possono essere perseguiti in comune. Partner dell’Akv in questa operazione è la Comunità di lavoro degli appartenenti alla comunità religiosa islamica, rappresentata dal medico viennese Nihat Koca. Come illustrato da Zemanek, l’ambito operativo della nuova comunità di lavoro è volutamente circoscritto all’Austria, in cui esistono storicamente “le migliori premesse per una cooperazione cristiano-islamica”. Da parte sua, Koca ha individuato l’impegno per i diritti umani, l’intangibilità della vita umana dall’inizio alla sua naturale conclusione e “il diritto fondamentale ad un libero matrimonio e alla famiglia”, tra gli “obiettivi” della nuova istituzione. Per quanto concerne il rapporto cristiano-islamico, la Comunità di lavoro intende contribuire a fugare le “incomprensioni” e ad impedire i conflitti. Circa eventuali contraddizioni tra l’ordinamento giuridico austriaco e la sharia, il diritto canonico islamico, Koca ritiene che debba prevalere il diritto austriaco.