Niente fondi per i figli degli stranieri. La decisione del ministero degli Affari sociali austriaco di tagliare gran parte dei fondi destinati agli stranieri, soprattutto il “Kindergeld” (sussidio per i figli), ha suscitato grande clamore e ha originato un boom nelle richieste di aiuto ad organizzazioni come la Caritas e Aktion Leben da parte di moltissime neomamme prive di cittadinanza austriaca. Secondo le nuove disposizioni del ministero, d’ora in poi le madri che vivono legalmente in Austria devono dimostrare che la presenza dei propri neonati non sia illegale: a causa delle lungaggini burocratiche, i tempi di espletamento delle pratiche possono arrivare a sei mesi. Per il bambino, i genitori devono procurarsi un passaporto del Paese di provenienza: solo dopo aver fatto ciò è possibile richiedere il permesso di soggiorno. Fino a quando non viene presentata la prova della legalità del bambino, non è possibile accedere al Kindergeld. Dura la reazione del responsabile della Caritas di Vienna, Michael Landau: “Questa è burocrazia che disprezza la persona, a danno dei soggetti deboli della società”, ha affermato in un comunicato alla stampa, diffuso il 28 novembre. “Le madri interessate dal provvedimento vivono legalmente in Austria. È puro cinismo imporre loro che per i propri bambini, anch’essi presenti legalmente nel Paese, debba essere presentato un permesso di soggiorno prima che possano aver diritto ai servizi sociali”. Questa nuova procedura crea grossi problemi a molte madri prive di reddito o con redditi particolarmente bassi. Un aspetto particolarmente allarmante consiste nel fatto che i sussidi non vengono versati con effetto retroattivo ma vengono erogati con decorrenza a partire dal riconoscimento della presenza legale del bambino nel Paese. Secondo quanto riferito dall’operatrice sociale Christina Gerstbach di “Aktion Leben”, molte donne non sanno più come curarsi dei propri bambini, hanno paura di andare dal medico perché prive di assistenza sanitaria. Critiche sono giunte anche dall’Azione cattolica autriaca (Kao): “La politica significa mettere le persone e non le leggi in primo piano, nei casi dubbi”, ha dichiarato la presidente, Luitgard Derschmidt, il 29 novembre. “Le leggi devono essere formulate in modo umano, in modo da evitare che chi è bisognoso non venga trascinato ulteriormente nel baratro. Se la giustizia, la misericordia e la ragionevolezza non tornano ad essere punti di riferimento della politica, l’Austria andrà verso un futuro pieno di conflitti”, ha concluso.