DIALOGO CON L'ISLAM

Necessità vitale

Dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Turchia

Dialogo interreligioso e interculturale come “necessità vitale”, l’impegno di cristiani e musulmani a richiamare “l’attenzione sulla verità del carattere sacro e della dignità della persona come base del reciproco rispetto e stima”, sono stati alcuni dei richiami che il Papa ha lanciato in Turchia nel corso del suo recente viaggio che gli ha fatto incontrare, tra gli altri, Alì Bardakoglu, presidente del Direttorato degli affari religiosi della Turchia (Diyanet), che tanto lo aveva criticato dopo la lezione di Ratisbona. Una visita segnata da gesti “storici” come la visita alla Moschea Blu, dove il Papa si è intrattenuto a pregare insieme al gran Muftì di Istanbul. Sulle ricadute della visita nel campo del dialogo con l’Islam, il SIR ha posto alcune domande all’esperto, consulente per l’Islam della Commissione degli episcopati della Comunità europea(Comece), padre Hans Vöcking. Una delle istantanee che rimarranno scolpite nella storia di questo viaggio è la preghiera nella Moschea Blu. Forse inaspettata, pensando alle polemiche scoppiate in seguito a Ratisbona. Un viaggio ecumenico ma che ha rilanciato anche il dialogo con l’Islam. E’ d’accordo?“Il discorso del Papa a Ratisbona ha avuto un’eco molto negativa in Turchia. Il presidente della Diyanet, Alì Bardakoglu, ha reagito subito negativamente e penso che adesso, con il viaggio e la visita di Benedetto XVI, si sono trovati punti di contatto e di incontro. Credo che i gesti del Pontefice abbiano colpito molto i turchi. Sia Benedetto XVI che Bardakoglu, nei loro discorsi, hanno mostrato subito un atteggiamento positivo di dialogo tra Islam e Cristianesimo che deve vertere anche sulle differenze nella fede. Nelle loro dichiarazioni hanno voluto rimarcare questo aspetto: le differenze fanno parte del dialogo. Mi pare una buona cosa anche per il dialogo con l’Islam in Europa”.Questo marcare le differenze rappresenta, forse, una novità in ambito interreligioso?“Non proprio. Ma dopo il discorso di Ratisbona c’era un atteggiamento molto negativo verso il Papa da parte turca. I due leader ritengono il dialogo tra cristiani e musulmani sia necessario ma bisogna essere consapevoli delle differenze”.Il Papa ha toccato temi come la libertà religiosa, del rispetto dei diritti umani, la condanna del terrorismo ed ha trovato un alleato in Bardakoglu…“Per comprendere veramente l’atteggiamento del Santo Padre davanti al dialogo con l’Islam bisogna riprendere in mano il testo dei discorsi tenuti sia con Bardakoglu sia con il Corpo diplomatico. Davanti alla Diyanet ha ben spiegato che se si vuole entrare veramente in dialogo, e se si vuole che questo porti frutto, deve essere veritiero, condotto nella verità. In questo senso ha parlato delle differenze nella fede. E questo è molto importante. Davanti al corpo diplomatico ha parlato, invece, della libertà religiosa per l’individuo, sia in privato che in pubblico, non solo a livello personale o solo comunitario. E’ importante che la Turchia, come Repubblica laica, pratichi veramente la libertà religiosa per tutti. La pratica della libertà religiosa è una condizione sine qua non per l’ingresso nell’Unione europea”.A questo proposito Erdogan ha riferito che Benedetto XVI sarebbe favorevole all’ingresso della Turchia in Europa…“Ho letto quanto riportato dai giornali e le dichiarazioni del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Lombardi. Ritengo che ci sia una differente veduta tra Benedetto XVI e il premier turco Erdogan. Il Papa ha sempre parlato dell’Europa e dei valori europei; la Turchia deve raggiungere questa concezione di Europa. Secondo Erdogan il Pontefice ha perorato la causa turca per l’ingresso nell’Ue, interpretando l’Europa, di cui ha parlato il Papa, con l’Unione europea. Un divario nella concezione del Papa e del Primo Ministro turco. Bisogna anche ricordare che il giorno prima della partenza per la Turchia, la Santa Sede, in una nota, aveva dichiarato che non è competente a prendere posizione sull’ingresso della Turchia nell’Ue. Posizione ribadita ancora il 29 novembre dal direttore della Sala Stampa, padre Lombardi, ovvero il giorno dopo l’incontro con Erdogan. Benedetto XVI ha sostenuto un’idea di nazione di Europa, più grande del concetto di Unione europea. Ma Erdogan ha limitato questa Europa all’Unione europea”.Quali effetti potrà avere in Europa questa visita sul dialogo con l’Islam?“La riuscita di questo viaggio sicuramente darà nuovo slancio al dialogo interreligioso e con l’Islam, in particolare in Europa occidentale. Attualmente un po’ rallentato a causa degli attacchi terroristici da parte di estremisti islamici. La volontà del Papa è quella di rilanciare il dialogo: è un dovere ha più volte detto, anche prima di ripartire per l’Italia. Tocca noi cristiani seguire le iniziative del Papa e concretizzarle anche in ambiti nazionali. Temi e questioni tipiche dei Paesi in cui ci troviamo a vivere, infatti, possono influenzare il dialogo”.