“VISITA AD LIMINA”
La particolarità del Lazio. “La Regione ecclesiastica del Lazio è una terra tipicamente italiana, è una terra di mezzo e nella quale ci sono certamente tantissimi segni della presenza del cristianesimo che sono vivi ancora oggi e configurano il volto di questa Regione, che è pure attraversata da processi di scristianizzazione”. Questa l’opinione del card. Camillo Ruini, in un’intervista a “Radio Vaticana”. Per il porporato “c’è una notevole diversità” tra Roma e le altre diocesi laziali: “Roma è una grandissima città, mentre le altre sono certamente più piccole e con molti territori di campagna. Inoltre, sappiamo bene che Roma ha una sua unicità perché è la diocesi del Papa, ma è anche vero che tutto il Lazio ha un rapporto profondo con Roma e specialmente le diocesi più vicine a Roma, le diocesi suburbicarie. Man mano che la storia si è sviluppata sempre più, Lazio Nord da una parte e Lazio Sud dall’altra hanno scelto una loro configurazione autonoma ed hanno anche, quindi, dei problemi propri”.
In particolare, aggiunge Ruini, “possiamo anche dire che hanno un maggior radicamento popolare della Chiesa rispetto a Roma, perché le parrocchie sono piccole, c’è molto meno anonimato e via dicendo”. Dall’altra parte, però, “Roma ha avuto forse più possibilità di assimilare il rinnovamento conciliare, perché risulta più facile una presenza attiva dei laici delle grandi parrocchie ed anche l’assunzione di responsabilità ai movimenti laicali è certamente più facile da svilupparsi rispetto ad un territorio più rurale o caratterizzato da piccole parrocchie”.
Rispetto alle risorse della Regione ecclesiastica Lazio, il card. Ruini vede aspetti positivi, ma anche sfide. In positivo, “pensiamo alle Università Pontificie, alla grande presenza della vita consacrata a Roma, ai santuari del Lazio, al seminario storico di Agnani-Alatri; ma anche alla presenza ancora abbastanza capillare del clero e al rinnovamento in atto del laicato”. Ci sono risorse, insomma, “ma evidentemente abbiamo anche problemi e problemi non piccoli perché la scristianizzazione incide. Per la nostra pastorale si tratta, quindi, di far fronte a queste grandi sfide”.
Diffusa religiosità giovanile. “Nelle diocesi laziali c’è una diffusa religiosità giovanile, che però manca di strutture adeguate, come gli oratori, da affiancare alle Chiese, che rappresentano i luoghi dell’esperienza liturgica”. Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, sottolinea la necessità di “creare ponti tra la strada e la Chiesa, tessuti di relazione per i giovani sul piano culturale, aggregativo e formativo”. Riguardo alla pastorale giovanile, afferma, si registra tra i vescovi laziali “la volontà d’indirizzarla verso alcuni punti comuni”. Anche mons. Sigalini sottolinea che il Lazio comprende “due diverse realtà molto significative”: da una parte la grande diocesi di Roma, dall’altra “diocesi molto più piccole, a misura d’uomo, dove il vescovo ha un rapporto personale con i fedeli”. In questo contesto, conclude il vescovo, la “visita ad limina” rappresenta “un’occasione per fare un bilancio della realtà del territorio e rinsaldare l’unità e la comunione tra i pastori della Chiesa”.
Scheda della Regione ecclesiastica Basilicata La Regione ecclesiastica Lazio è composta da 20 diocesi: Roma, Albano, Frascati, Palestrina, Porto-Santa Rufina, Sabina-Poggio Mirteto, Velletri-Segni (chiamate “suburbicarie”, letteralmente sotto la Città, cioè Roma), Anagni-Alatri, Civita Castellana, Civitavecchia-Tarquinia, Frosinone-Veroli-Ferentino, Gaeta, Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Rieti, Sora-Aquino-Pontecorvo, Tivoli, Viterbo (immediatamente soggette alla Santa Sede) e tre abbazie territoriali (Montecassino, Santa Maria di Grottaferrata e Subiaco).
Presidente della Conferenza episcopale laziale è il card. Camillo Ruini, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma; vicepresidente è mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo. Le parrocchie sono 1.456, i sacerdoti secolari 3.196, quelli regolari 5.130, i diaconi permanenti 251; attualmente sono 254 i seminaristi maggiori e negli ultimi 3 anni sono stati ordinati 107 sacerdoti. La Regione ecclesiastica copre un territorio di 18.252 chilometri quadrati; gli abitanti sono 5.757.108. Le Province sono cinque (Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo), i comuni 378.
Dal punto di vista ecclesiale, la presenza di Roma, con la sede papale, ha reso il Lazio una Regione privilegiata sin dalle origini del cristianesimo, quando Pietro dimorò nella città per molto tempo e vi morì martire. Da lì partì la missione di evangelizzazione verso gli altri territori laziali, che presto accolsero la parola di Cristo e si costituirono in comunità stabili, dandosi probabilmente una forma gerarchica organizzata già nel II secolo, mentre ancora duravano le persecuzioni.
La Regione vide, fra Subiaco e Montecassino, la fondazione del monachesimo benedettino, che nei secoli dell’alto Medioevo contribuì a cristianizzare l’Europa. Sorsero abbazie, come Farfa e Grottaferrata, vennero eretti santuari e splendide chiese, ma soprattutto le comunità del Lazio seppero esprimere frutti di santità in persone del valore di Bonaventura da Bagnoregio, Tommaso D’Aquino, Rosa da Viterbo. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona la testimone scelta dalla Conferenza episcopale laziale è stata Lorena D’Alessandro.
(06 dicembre 2006)