UE
In questi giorni summit dei capi di Stato e di governo ed Europarlamento
Nel menu del summit del 14 e 15 dicembre spiccano l’imminente adesione di Bulgaria e Romania, i prossimi ampliamenti con la spinosa questione turca, la politica d’immigrazione e il futuro della Costituzione europea. La riunione dei capi di Stato e di governo dell’Ue giunge al culmine di un periodo di fermento nella “casa comune”, stretta fra problemi contingenti e scelte di più ampio respiro, che riguardano l’intera “scommessa comunitaria”. TURCHIA: SÌ O NO? Il dibattito politico si era animato la corsa settimana quando dal governo di Ankara era emersa la disponibilità ad aprire per un anno un porto e un aeroporto turco alle merci greco-cipriote. Un atteggiamento che lasciava intravedere da una parte una prima disponibilità della Turchia al pieno riconoscimento della sovranità di Nicosia, elemento essenziale per poter proseguire il cammino di avvicinamento all’Ue; d’altra parte a diversi commentatori era parsa una mossa per evitare lo stop seppur parziale dei negoziati di adesione. Ne sono seguiti giorni di intense trattative, passate anche per la riunione dei ministri degli esteri dei 25 svoltasi lunedì 11 dicembre. In realtà la mossa del governo Erdogan era stata accolta con un certo scetticismo dai vertici dell’Unione europea. Secondo il premier finlandese, MATTI VANHANEN , presidente di turno del Consiglio Ue, “la Turchia non ha detto abbastanza”, lasciando trasparire la richiesta di una reale disponibilità di Ankara a soddisfare tutti i criteri per far parte dell’Ue, compreso appunto il riconoscimento della Repubblica di Cipro. Dal canto suo il commissario all’allargamento, OLLI REHN , ha ricordato che “la nostra raccomandazione sulla Turchia è sempre sul tavolo”, facendo riferimento al documento con il quale l’Esecutivo invita il Consiglio a sospendere 8 dei 35 capitoli di cui si compongono le trattative di adesione. Ogni decisione sui negoziati con la Turchia è dunque demandata al summit dei 25, che darà invece il benvenuto ufficiale a Bulgaria e Romania, che entreranno a far parte dell’Unione dal prossimo primo gennaio. I LAVORI DEL PARLAMENTO. Le prospettive di futuri ampliamenti della Comunità e i negoziati con la Turchia hanno lasciato il segno anche a Strasburgo, dove è in corso (11-14 dicembre) la sessione plenaria dell’Europarlamento. All’ordine del giorno era stato inserito infatti un dibattito in vista del vertice di Bruxelles. Al contempo i deputati erano chiamati a procedere alla nomina dei commissari designati a rappresentare Bulgaria e Romania nell’Esecutivo a partire da gennaio. La bulgara Meglena Kuneva sarà responsabile della protezione dei consumatori, mentre il rumeno Leonard Orban si occuperà del multilinguismo. Fra gli altri temi in primo piano a Strasburgo: la direttiva sulle sostanze chimiche (Reach); la direttiva “Tv senza frontiere”; la tutela dei minori dinanzi alle produzioni audiovisive e ai siti internet; una seduta solenne per l’assegnazione del Premio Sacharov ad Alexander Milinkevich, leader dell’opposizione bielorussa. IL FUTURO DELL’UE. Sempre a Strasburgo ha avuto eco il secondo forum sul futuro dell’Europa, svoltosi di recente tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali alla presenza di 200 partecipanti, fra deputati, esperti di questioni comunitarie e rappresentanti della società civile. Al termine dell’incontro s’è registrato un ampio consenso sulla necessità di arrivare a un nuovo accordo costituzionale entro il 2009, prima delle prossime elezioni dello stesso Parlamento Ue. Secondo la maggioranza dei partecipanti, il progetto di Costituzione deve essere la base di discussioni per i futuri cambiamenti istituzionali, evitando dunque di stravolgere il testo approvato e già ratificato dalla maggioranza degli Stati. Con l’ultima ratifica della Finlandia e l’ingresso nell’Unione di Romania e Bulgaria, che hanno fatto propria la Costituzione al momento della firma dei Trattati di adesione, i “sì” alla Carta salgono a 18, in rappresentanza del 56% della popolazione comunitaria. Il presidente del Parlamento JOSEP BORELL ha dichiarato che il forum ha “preparato il terreno affinché la futura presidenza tedesca possa trovare una soluzione all’ impasse costituzionale”. Varie le posizioni e le sottolineature emerse nel corso dei lavori. ELMAR BROK , eurodeputato tedesco presidente della commissione esteri, ha richiamato la necessità di “una maggiore solidarietà tra gli Stati membri”, sostenendo che “si deve agire all’unisono perché questa è l’unica strada per far breccia nel cuore dei cittadini”. Il presidente della commissione affari costituzionali, anch’egli tedesco, JO LEINEN , sì è detto favorevole a “preservare la sostanza” dell’attuale Costituzione, pur essendo “flessibili per quanto riguarda la forma. Rinegoziare il testo non ha senso dopo 18 ratifiche”. Per il parlamentare ceco JAN HAMACEK “non si può ignorare il parere della Francia e dei Paesi Bassi”, mentre il danese Jens-Peter BONDE ha spiegato che “la soluzione migliore sarebbe quella di rinegoziare l’intero testo”. IL FUTURO DELL’UE. Sempre a Strasburgo ha avuto eco il secondo forum sul futuro dell’Europa, svoltosi di recente tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali alla presenza di 200 partecipanti, fra deputati, esperti di questioni comunitarie e rappresentanti della società civile. Al termine dell’incontro s’è registrato un ampio consenso sulla necessità di arrivare a un nuovo accordo costituzionale entro il 2009, prima delle prossime elezioni dello stesso Parlamento Ue. Secondo la maggioranza dei partecipanti, il progetto di Costituzione deve essere la base di discussioni per i futuri cambiamenti istituzionali, evitando dunque di stravolgere il testo approvato e già ratificato dalla maggioranza degli Stati. Con l’ultima ratifica della Finlandia e l’ingresso nell’Unione di Romania e Bulgaria, che hanno fatto propria la Costituzione al momento della firma dei Trattati di adesione, i “sì” alla Carta salgono a 18, in rappresentanza del 56% della popolazione comunitaria. Il presidente del Parlamento JOSEP BORELL ha dichiarato che il forum ha “preparato il terreno affinché la futura presidenza tedesca possa trovare una soluzione all’ impasse costituzionale”. Varie le posizioni e le sottolineature emerse nel corso dei lavori. ELMAR BROK , eurodeputato tedesco presidente della commissione esteri, ha richiamato la necessità di “una maggiore solidarietà tra gli Stati membri”, sostenendo che “si deve agire all’unisono perché questa è l’unica strada per far breccia nel cuore dei cittadini”. Il presidente della commissione affari costituzionali, anch’egli tedesco, JO LEINEN , sì è detto favorevole a “preservare la sostanza” dell’attuale Costituzione, pur essendo “flessibili per quanto riguarda la forma. Rinegoziare il testo non ha senso dopo 18 ratifiche”. Per il parlamentare ceco JAN HAMACEK “non si può ignorare il parere della Francia e dei Paesi Bassi”, mentre il danese Jens-Peter BONDE ha spiegato che “la soluzione migliore sarebbe quella di rinegoziare l’intero testo”.