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Il comune dovere

L’Europa nelle parole di Benedetto XVI e Christodoulos

Uno dei fili conduttori del viaggio dell’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Christodoulos, a Roma, dove il 14 dicembre, ha incontrato Benedetto XVI è stato l’Europa. Il vecchio Continente, minato dalla secolarizzazione e dal relativismo rappresenta per il capo degli ortodossi di Grecia un’attenzione e una preoccupazione condivisa con lo stesso Benedetto XVI. I due capi religiosi, impegnati in un cammino di riavvicinamento “per ristabilire la piena comunione”, hanno visto nell’Europa “un campo dove far crescere la mutua collaborazione pastorale e culturale”. Si legge infatti nella Dichiarazione comune firmata dopo l’incontro: “auspichiamo una feconda collaborazione per far riscoprire ai nostri contemporanei le radici cristiane dell’Europa, che hanno forgiato i diversi Paesi e contribuito allo sviluppo dei legami sempre più armoniosi tra loro”. “Veniamo pieni di attese e di buone speranze. La nostra intenzione è di proclamare all’unisono che ci opponiamo alla secolarizzazione del messaggio cristiano… di lottare insieme per instaurare il regno e la giustizia di Dio sulla terra, ma prima di tutto in Europa, nostra casa comune, il continente multiculturale che ha sete di Cristo… Quali umili servitori della grande famiglia ortodossa, siamo venuti dai nostri fratelli cattolici romani per testimoniare la nostra speranza in un migliore avvenire comune in Europa e nel mondo”.(Christodoulos nell’incontro con il card. Walter Kasper)“Le condizioni che, oggi, mostra il nuovo volto del mondo, e dell’Europa in particolare, richiede da parte nostra, la vigilanza per segnalare in tempo tutto ciò che minaccia i valori e le strutture della civiltà europea profondamente impregnata di fede cristiana: la scristianizzazione dell’Europa, l’esclusione della Chiesa dalla vita pubblica, le migrazioni, il divario tra ricchi e poveri, il rischio di uno scontro tra civiltà e religioni, il fanatismo religioso e lo svilimento dell’essere umano”.(Discorso di Christodoulos a Benedetto XVI)“Diversi Paesi europei lavorano alla creazione di una nuova Europa che non può essere una realtà esclusivamente economica. Cattolici e ortodossi sono chiamati ad offrire il loro contributo culturale e soprattutto spirituale. Hanno il dovere di difendere le radici cristiane dell’Europa e di permettere alla tradizione cristiana di continuare a manifestarsi e di operare con tutte le forze a favore della salvaguardia della dignità della persona umana, del rispetto delle minoranze, avendo cura di evitare l’uniformità culturale che rischierebbe di provocare la perdita delle immense ricchezze della civiltà; occorre lavorare alla salvaguardia dei diritti umani che comprendono il principio della libertà individuale, in particolare della libertà religiosa. Questi diritti devono essere promossi e difesi nell’Unione europea e in tutti gli Stati membri. Allo stesso modo è necessario sviluppare una collaborazione tra cristiani in ogni Paese dell’Unione europea, così da fare fronte ai nuovi rischi con i quali si confronta le fede cristiana, la secolarizzazione crescente, il relativismo e il nichilismo che apre la via a comportamenti e leggi che attentano alla dignità delle persone e che chiamano in causa istituzioni fondamentali come il matrimonio. E’ urgente intraprendere azioni pastorali condivise che costituiranno per i nostri contemporanei una testimonianza comune”.(Discorso di Benedetto XVI a Christodoulos)