ECUMENISMO
Christodoulos in visita dal Papa
“Il tempo stringe” è tutta in questa frase l’urgenza di dialogo tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica. A pronunciarla l’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Christodoulos, che il 13 dicembre ha iniziato una visita di quattro giorni a Roma, che ha avuto il suo culmine il giorno successivo con l’incontro con Benedetto XVI e la firma di una dichiarazione comune. “Nel corso della storia le relazioni tra le nostre Chiese non sono state delle migliori o non hanno mostrato ciò che l’amore cristiano chiedeva” ha detto Christodoulos che al tempo stesso ha ricordato “il cammino degli ultimi 40 anni di mutua comprensione, riconciliazione e di pacificazione” che “la Chiesa di Grecia appoggia pienamente considerandolo il contributo di eccellenza alla questione dell’unità dei cristiani”. Christodoulos rientrerà in Grecia domani, 16 dicembre. ALTRE VIE. “Lo spirito dei nostri tempi ci indica anche altre vie – ha affermato l’arcivescovo di Atene al suo arrivo -. La visita di Giovanni Paolo II a Atene nel 2001 ha fornito materia di riflessione al nostro clero e al nostro popolo ed ha aperto nuovi cammini di collaborazione creativa e fraterna nel contesto della nuova realtà europea”. Cammini che si chiamano “bioetica, istruzione, ecologia, pace” ma anche “opposizione alla secolarizzazione del messaggio cristiano e l’impegno per instaurare la giustizia di Dio nella nostra casa comune che è l’Europa, continente che ha sete di Cristo”. UNA NUOVA TAPPA. Questa visita “segna una nuova tappa del percorso comune delle nostre Chiese per affrontare i problemi del mondo”. Così Christodoulos, si è rivolto a Benedetto XVI che lo ha accolto in Vaticano per l’appuntamento più importante del suo viaggio a Roma. Christodoulos ha salutato il Papa rievocando i contatti tra le delegazioni della Chiesa greca e della Santa Sede, in particolare dal 2002: “questo ricordo e la speranza di superare gli ostacoli dogmatici che impediscono il cammino dell’unità nella fede, rafforzano la nostra volontà di vivere in piena unità. A riguardo speriamo molto che la Commissione mista internazionale incaricata del dialogo tra Chiesa ortodossa e cattolica riesca nel suo lavoro”. Christodoulos ha, inoltre, ravvisato nella “scristianizzazione dell’Europa, nell’esclusione della Chiesa dalla vita pubblica, nelle migrazioni, nel divario tra ricchi e poveri, nel rischio di uno scontro tra civiltà e religioni e nello svilimento dell’essere umano, le sfide da affrontare”. “La Chiesa – ha concluso – deve opporsi allo Stato e alle superpotenze quando le loro decisioni intaccano l’immagine di Dio, senza cedere alla tentazione di sentirsi una potenza”.RIPRESA LENTA MA PROFONDA. “Le nostre relazioni riprendono lentamente ma in profondità e con una cura di autenticità. Sono per noi l’occasione di scoprire una gamma di nuove espressioni spirituali ricche nel significato e nell’impegno comune”. Si è richiamato alle lettere dell’apostolo Paolo, Benedetto XVI, per accogliere oggi in Vaticano l’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Christodoulos. “Nella prima Lettera ai Corinzi, i primi a conoscere le difficoltà e le tentazioni della divisione vediamo un messaggio attuale per tutti i cristiani – ha detto il Papa -. Un pericolo reale quando delle persone vogliono identificarsi in questo o quel gruppo, ‘io sono di Paolo, io sono di Apollo, io di Cefa’. La Grecia e Roma intensificarono le loro relazioni e proseguirono i loro rapporti che hanno dato diverse forme di comunità e di tradizioni cristiane”. Volgendo lo sguardo “all’avvenire” Benedetto XVI ha parlato di Europa: “diversi Paesi europei lavorano alla creazione di una nuova Europa che non può essere una realtà esclusivamente economica cattolici e ortodossi hanno il dovere di difendere le radici cristiane dell’Europa” operando a favore dei diritti umani, “in particolare della libertà religiosa”. DICHIARAZIONE COMUNE. 12 punti per ribadire la necessità del dialogo per ristabilire la piena unità, per rinnovare il desiderio di annunciare Cristo al mondo e soprattutto alle nuove generazioni, per esortare i capi religiosi a lavorare per il dialogo tra le religioni. Ma anche l’omaggio ai progressi scientifici con l’invito a rispettare il carattere sacro della persona umana, l’esortazione a difendere i diritti umani e a riconoscere le radici cristiane dell’Europa. La Dichiarazione comune di Benedetto XVI e Christodoulos esprime “il desiderio di dare testimonianza apostolica” al mondo e “la responsabilità comune di superare le molteplici difficoltà e le esperienze dolorose del passato”. “Nostro compito – si legge nel testo – è quello percorrere l’arduo cammino del dialogo nella verità per ristabilire la piena comunione. Speriamo che il dialogo teologico bilaterale formuli delle proposte accettate da una parte e dall’altra in spirito di riconciliazione”. Riaffermando “la necessità di perseverare nel cammino di un dialogo teologico costruttivo” Christodoulos e Benedetto XVI rinnovano “il desiderio di annunciare al mondo il Vangelo specie ai giovani” ed esortano i leader religiosi “a rafforzare il dialogo tra le religioni e a lavorare per una società di pace”.