UNIVERSITÀ
V Convention europea con studenti asiatici
Si è chiusa ieri 14 dicembre, con la Messa nella Basilica di San Pietro e l’incontro con il Papa, la V Convention europea degli studenti universitari, promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccce) e dall’Ufficio per la Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, su “La carità intellettuale, via per una nuova cooperazione Europa-Asia”. Soffermandosi sul Mistero eucaristico, BENEDETTO XVI lo ha definito “punto di convergenza privilegiato tra i diversi ambiti dell’esistenza cristiana, compreso quello della ricerca intellettuale”, e “sorgente inesauribile di pensiero e di azione”. Al termine della celebrazione eucaristica, l’Icona di “Maria Sedes Sapientiae” è passata dalla delegazione universitaria della Bulgaria a quella dell’Albania, per proseguire la peregrinatio iniziata durante il Giubileo del 2000. Alla convention hanno portato la loro testimonianza, diretta o in teleconferenza, studenti europei di Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Spagna e Portogallo, e asiatici, di Cina, India e Isole Filippine. AL CENTRO L’UOMO . “Il dialogo e la collaborazione tra le università europee ed asiatiche devono rispettare le differenze”, per evitare “tensioni fra la mentalità occidentale e quella orientale” ha affermato mons. MALCOM RANJITH , segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, soffermandosi sull’importanza di “trovare un linguaggio propriamente asiatico per la nuova evangelizzazione del continente”. Infatti, “l’Asia ha bisogno di una teologia adeguata alla sua anima e testimoniata da chi la proclama”. L’opera missionaria trova una “solida base”, ha detto l’esponente della Santa Sede, nel “profondo misticismo” e nella “viva interiorità” del popolo asiatico. In questo contesto, “le università cattoliche devono incoraggiare la fede in Cristo, non come semplice adesione di mente, ma come abbandono del cuore e dell’intelletto”, in “una fede che è amore. Le università europee devono, quindi, “stimolare quelle asiatiche a interessarsi del messaggio cristiano, rispettando la loro sensibilità”. Ma, nell’organizzare iniziative di studi interreligiosi, “dovrebbero rispettare soprattutto coloro che già credono in Cristo negli altri continenti, per non rendere la loro situazione più difficile e dolorosa”. In teleconferenza , è intervenuto JOSÉ RAMON BUSTO SAIZ, rettore dell’ateneo spagnolo di Comillas : “L’università non può limitarsi a fornire conoscenze e competenze tecniche; siamo impegnati nella ricerca della verità, per fornire risposte alle domande della ragione”, con la consapevolezza che “la conoscenza non è neutrale sul piano etico. Tutte le scienze devono prendersi cura del senso ultimo di ogni cosa e della vita”. Per formare alla carità intellettuale, ha concluso Busto Saiz, “l’università deve aiutare la ricerca della verità mettendo al centro l’uomo e la questione antropologica” PONTI D’AMORE TRA CULTURE. PATRICIA DOMINGUES , studentessa di ingegneria industriale alla Pontificia università di Comillas, in Spagna, è intervenuta in collegamento telematico: “Tra i miei impegni di fede vissuta tra compagni, c’è il doposcuola agli studenti del primo anno. Una esperienza che mi ha aiutato a crescere sul piano intellettuale e anche nella maturazione della visione cristiana della vita. Ed è un esercizio di amore, di pazienza e di servizio, che mi prepara a ricoprire ruoli di responsabilità nella società”. MARTA LUEDA studia giurisprudenza nello stesso ateneo: “Gli adulti pensano che gli anni universitari siano divertenti. Invece, lo studio è faticoso. E ci sono tante preoccupazioni per il futuro. Non mi interessano il guadagno o il potere: voglio diventare una brava professionista e, soprattutto, una persona completa. Per me contano gli affetti: amare e farsi amare”. IANN VAGNEUX , francese, studia teologia dogmatica a Roma, alla Gregoriana: “L’università è una grande terra di missione. Qui faccio esperienza per il servizio che presto sarò chiamato a svolgere in Asia come testimone dell’amore di Dio agli uomini. Alla Gregoriana, Oriente e Occidente hanno la grazia di incontrarsi. Spesso davanti a una tazza di caffè al bar, facendo esperienza di carità intellettuale e universalità: è l’amore universale che costruisce ponti tra le culture”. UN NUOVO SITO. Durante l’incontro è stato annunciato che sarà presto disponibile un nuovo sito: www.university2000.org, quale piattaforma di un forum tra studenti universitari di ogni continente, in preparazione alla recita comune del Santo Rosario in collegamento satellitare con il Santo Padre, il 10 marzo 2007. L’iniziativa offre la possibilità di rendere visibile quanto anticipato con capacità profetica da Giovanni Paolo II, e cioè che Oriente e Occidente sono le due ali della nuova Europa. In tale prospettiva gli studenti universitari sono chiamati a dare testimonianza di fede cristiana nello studio e nella vita dell’ateneo, cercando la verità e formandosi come costruttori di pace per un mondo migliore.