TURISMO
Il documento finale dell’incontro europeo dei responsabili nazionali
“Nella società europea secolarizzata e sempre più interculturale e multi-religiosa, il turismo può diventare uno strumento utile per la diffusione dei valori evangelici”: è quanto si legge nel Documento finale della riunione dei direttori nazionali per la pastorale del turismo in Europa, che si è svolta nei giorni scorsi a Roma. Presentiamo una sintesi delle conclusioni e delle raccomandazioni contenute nel documento. LE CONCLUSIONI. “Tutti i partecipanti alla Riunione sono coscienti che l’annuncio di Gesù Cristo, il Signore, è il centro di ogni pastorale, anche di quella del turismo, e che tutta la sua azione ha come oggetto-soggetto la persona umana. In continuità con le indicazioni espresse nelle raccomandazioni del Congresso mondiale di Bangkok del 2004, tale azione deve essere creativa e compiuta con ingegno pastorale” si legge al primo punto delle conclusioni del documento. “Lo stesso turismo – prosegue il testo -, realtà complessa e segno dei tempi, ha bisogno di una nuova se non prima evangelizzazione”, anche a causa “delle nuove forme nelle quali si presenta oggi: scolastico, congressuale, sanitario, sociale, missionario, sportivo, dei grandi eventi”. Poiché tuttora sussiste “una percezione riduttiva del turismo, associato soltanto agli affari e al benessere, che rende difficile un’adeguata accettazione e uno sviluppo necessario dell’attività pastorale nel settore”, appare utile “la creazione di una struttura nazionale di coordinamento di quanto molte diocesi già fanno”. Nella società europea secolarizzata e sempre più interculturale e multi-religiosa, il turismo può diventare uno strumento utile per la diffusione dei valori evangelici”: anche “una visita turistica ben guidata alle opere d’arte e ai luoghi storici della memoria può infatti essere una naturale catechesi”. Di qui la necessità di “un progetto formativo, in prospettiva ecumenica e attento alla dimensione interreligiosa, capace di interagire con i diversi soggetti interessati al mondo del turismo”. Una “trasversalità di azione” che “può diventare un laboratorio di frontiera per l’evangelizzazione, ma anche una testimonianza di apertura, accoglienza, comunione e dialogo”. In questo senso “gli operatori e imprenditori cristiani del turismo hanno un grande compito da svolgere”.”Una menzione e un’attenzione particolare meritano i pellegrinaggi, soprattutto quelli a mete che hanno dato volto all’Europa: il cammino di Santiago, la via Francigena, la rete dei santuari, gli itinerari di arte e fede, in un continente tanto ricco di testimonianze delle sue radici cristiane”. LE RACCOMANDAZIONI. La promozione di “intese con enti civili a vari livelli in nome della centralità dell’uomo, tenendo presente che il turismo influisce trasversalmente sulla cultura, l’economia, l’ecologia, gli stili e la qualità della vita delle persone” è auspicata dal documento, insieme all’incentivazione, con altri soggetti ecclesiali, di “forme originali per un turismo dal volto nuovo: quello gratuito, il viaggiare a basso costo, nei territori di missione, le vacanze di servizio nei Paesi poveri, il turismo ecologico, i percorsi del silenzio, l’ospitalità nei monasteri o nei centri di preghiera”. I delegati si soffermano quindi sulla “possibilità di percorsi formativi in chiave interdisciplinare per soggetti ecclesiali all’interno dei piani pastorali delle Chiese locali e dei programmi nei seminari”. Oltre ad una maggiore formazione degli operatori del settore, il documento auspica per i futuri sacerdoti lo studio delle lingue, “magari con stage all’estero, al fine di assicurare una loro plurifunzionalità, in ambito sempre più interculturale”. Tra le iniziative proposte, anche la creazione di un “Osservatorio interdisciplinare per un turismo di qualità composto da teologi, sociologi, giuristi, economisti, operatori pastorali, specialisti e tecnici, in comunione con i pastori della Chiesa”. “Nella pastorale del turismo, sia nell’accoglienza dei visitatori che nella preparazione dei fedeli al viaggio – sottolinea ancora il documento -, si dovranno segnalare anche le ingiustizie rispetto a chi è sfruttato e vede violati i propri diritti, come nel caso dei lavoratori non protetti, di donne e soprattutto di minori”. L’auspicio, infine, della creazione “di un sito web a livello europeo, articolato pastoralmente, a cui tutti possano attingere e anche contribuire”.