Austria: cure palliative per tutti

Cure palliative gratuite per tutti: questa la richiesta formulata dal responsabile Caritas di Vienna Franz Zdrahal nei giorni scorsi, in occasione del Congresso sulle cure palliative svoltosi all’Università di Salisburgo. Zdrahal, che ricopre anche l’incarico di direttore del team di hospice mobile della Caritas, ha messo in guardia da una società di cittadini di serie A e B, che si realizzerebbe inevitabilmente, qualora il principio della gratuità delle cure palliative ai morenti non venisse posto in atto. Zdrahal ha individuato come ulteriore obiettivo per il futuro “l’integrazione della medicina palliativa e del principio dell’hospice in tutti i settori del sistema sanitario austriaco”. “Occorrono piani realistici, orientati più verso le esigenze dei malati, anziché alle esigenze dei referenti finanziari”, ha ammonito. Nel corso del congresso sono stati affrontati anche altri temi correlati alla terapia del dolore e alle cure palliative: tra questi, anche il tema dell’eutanasia, sul quale si è pronunciato il professore di teologia morale ed etica della medicina Günter Virt: in Olanda, ha affermato, “gli argomenti principali per l’accettazione legale dell’eutanasia attiva sono la trasparenza e l’autonomia del paziente”. Tuttavia, “entrambi gli obiettivi non sono stati raggiunti. Molti pazienti sono stati sottoposti a pressioni molteplici, affinché esprimessero il desiderio di porre fine rapidamente alla propria vita. Anche la trasparenza è carente nei Paesi Bassi”, ha affermato, “poiché molti medici non notificano gli interventi di eutanasia praticati”. In questo contesto, Virt ha riferito come ogni anno si verifichino circa 1000 casi di eutanasia non voluta: “Ne sono vittime persone che non hanno capito o non capiscono più cosa significhi essere uccisi”. Il teologo ha infine auspicato una migliore elaborazione della differenza “eticamente significativa” tra l’uccisione praticata intenzionalmente mediante una determinata azione o una mancata azione da un lato, e la possibilità di consentire la morte, dall’altro.