NATALE
Comprare solo biglietti religiosi boicottando quelli a sfondo laico, come i francobolli con il Babbo di Natale proposti dall’ufficio postale, raccogliere oggetti e denaro che possono essere utili all’ospizio per senzatetto organizzato dal comune. Queste alcune delle iniziative che la parrocchia cattolica di St. Mary’s a Loughborough, nel centro di Inghilterra, propone ai propri fedeli per rendere il Natale più etico, ricco del suo significato religioso. Già a partire dalla fine di novembre un banco, all’ingresso della chiesa vende cibo e oggetti del commercio equo solidale, biglietti religiosi e calendari dell’Avvento sui quali i bambini possono aprire una finestrella dal primo dicembre leggendo un passaggio delle Scritture legato alla Natività. Alcune associazioni come “The Union of Catholic mothers”, l'”Associazione delle madri cattoliche” e il gruppo disabili organizzano vendite di oggetti di seconda mano per autofinanziarsi e agli inizi di novembre la parrocchia ha anche partecipato all’iniziativa “Christmas shoebox”, organizzata dai “Samaritani”. Scatole per scarpe, personalizzate con l’età e il sesso di un bambino o una bambina di un Paese dell’Est, sono state riempite da famiglie e parrocchiani con piccoli regali, matite colorate, quaderni, fermacapelli, dolci. C’è chi va oltre come la famiglia Mercer che rinuncia al pranzo di Natale. Katie e Geoff membri dell’Ordine di Rosmini, 70 anni, rinunceranno a tacchino e prelibatezze per destinare i soldi in beneficenza. Lo stesso farà la famiglia Davis dove i regali, confezionati in casa, si scartano solo dopo la Messa. Dal microcosmo di St. Mary’s al resto del Regno Unito il Natale etico muove i primi passi con “charities” religiose come “Cafod”, della Conferenza episcopale cattolica, o la sua collega ecumenica “Christian Aid”e altre laiche come “Oxfam” e “Save the children” propongono nel catalogo natalizio doni alternativi come una capra, un bagno, un corso di studi, un pozzo d’acqua, medicine per i più poveri di America Latina, Africa e Asia. Si calcola che in tutto il Regno Unito il Natale etico ha totalizzato nel 2005 oltre 360 milioni di sterline, più di 500 milioni di euro un terzo in più dell’anno precedente. Cifre notevoli ma solo una goccia, appena il 5%, nel grande mare del Natale consumistico che assorbe ben 14.7 miliardi di sterline, 21 miliardi di euro.