CAMPANIA

Una valida risposta

Un finanziamento della Giunta regionale per gli oratori

La Giunta regionale della Campania ha approvato, lo scorso 23 novembre, le indicazioni operative per il riparto di 1 milione e 350mila euro a favore degli oratori della Campania. La delibera riconosce la funzione educativa e sociale svolta attraverso le attività oratoriali dalla Chiesa cattolica e dagli organismi delle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un’intesa per attività similari.Possono richiedere contributi le parrocchie che svolgono attività oratoriali, gli oratori salesiani, quelli appartenenti alla confederazione dell’oratorio di San Filippo Neri, nonché la Tavola valdese, l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, l’Unione delle comunità ebraiche, l’Unione cristiana evangelica battista, la Chiesa evangelica luterana e l’Assemblea di Dio che svolgono attività similari a quelle oratoriali.Intanto, il 1° dicembre, è stata presentata dal presidente della Commissione speciale di controllo sulla Condizione giovanile in Campania, Ermanno Russo, e dall’assessore regionale alle Politiche giovanili, Rosa D’Amelio, il testo della proposta di legge quadro sulle Politiche giovanili. I pilastri possono essere sintetizzati nella informazione, nella partecipazione e negli interventi, con l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti attivi delle iniziative a loro rivolte.Unico baluardo. “Finora – denuncia mons. Francesco Errico, presidente dell’Anspi Campania – non abbiamo ricevuto finanziamenti benché la nostra sia una delle realtà oratoriali più diffusa in regione, con oltre 80 oratori affiliati. Credo, purtroppo, che per ottenere finanziamenti si seguano ancora logiche clientelari e favoritismi”. Eppure, per mons. Errico, “l’oratorio costituisce una concreta possibilità di formazione e di impegno sociale ed è una delle poche realtà di aggregazione per i giovani, soprattutto in alcune zone della Campania, dove non c’è nient’altro”. “Ai giovani – osserva – serve innanzitutto il lavoro, ma anche di servizi. La nostra Regione, invece, è molto deficitaria rispetto ai servizi sociali”.In mancanza di alternative valide, “l’oratorio resta l’unico baluardo rispetto alla strada e al rischio che i giovani, abbandonati a se stessi, si lascino ‘sedurre’ dalle sirene dei guadagni facili promessi dalla criminalità o dalla violenza e dal teppismo”. L’oratorio, quindi, è una “valida risposta” alla strada, ma sono tanti i giovani lontani: “Bisognerebbe trovare il modo di aprirsi di più al territorio – osserva mons. Errico -, comprendendo maggiormente le reali esigenze dei ragazzi: in questo senso, noi adulti dovremmo fare un esame di coscienza. Necessarie anche sinergie tra chi si occupa di giovani, sia nel mondo ecclesiale e sociale sia a livello istituzionale”.No agli interventi a pioggia. Don Francesco De Luca, incaricato regionale del Servizio di pastorale giovanile della Conferenza episcopale campana (Cec), chiarisce che, in realtà, i finanziamenti stanziati dalla Regione per gli oratori arrivano a destinazione, anche se il meccanismo di erogazione dei soldi è complesso e prevede l’assegnazione di fondi in base a progetti, presentati da parroci. “Il vero problema – evidenzia don De Luca – è che alla fine ci sono finanziamenti a pioggia, con 3/4mila euro a progetto. Come Servizio di pastorale regionale, invece, avevamo chiesto alla Regione di concentrare gli interventi in pochi casi, ma in modo significativo: ad esempio, finanziare un progetto per ogni Provincia, riuscendo, con 200/300mila euro, a realizzare dei veri e propri oratori”.Positivo è “l’esempio della diocesi di Teggiano-Policastro – afferma don De Luca – che, grazie ai fondi regionali, ha finanziato un corso di formazione e animazione per tutti gli operatori pastorali della diocesi”. La Regione, invece, preferisce intervenire con finanziamenti a pioggia “perché questo è il sistema – ricorda don De Luca – utilizzato anche per i contributi stanziati a favore dei beni culturali o di altre realtà ecclesiali”.Più progettazione. La cifra stanziata per gli oratori di 1 milione e 350mila euro “potrebbe sembrare consistente – osserva l’incaricato di pastorale giovanile regionale – ma se confrontata al bilancio della Regione è solo una bassissima percentuale”. Da un lato, quindi, “la Regione, che ritiene l’educazione dei giovani fondamentale per il futuro della Campania, riconosce, in base alla legge n. 8 del 12 novembre 2004, la funzione educativa e formativa degli oratori”; ma, dall’altro, “a questa priorità educativa, stabilita sulla carta, non fa seguito un investimento consistente. Mi sembra che ai principi non seguano norme adeguate”.Anche sulla proposta di legge quadro sulle politiche giovanili don De Luca avanza qualche perplessità. “Ogni agenzia educativa o realtà giovanile intercetta i ragazzi per un aspetto particolare, mentre ci sarebbe bisogno di creare una rete. Le politiche giovanili, quindi, non dovrebbero mettere al centro dell’attenzione solo il giovane ma dovrebbero funzionare da collante tra tutte queste realtà”. Anche il protagonismo dei giovani, incentivato dalla proposta di legge, “è importante, ma, dai fallimenti delle esperienze di partecipazione finora attuate, bisogna capire che è necessario educare alla partecipazione”. Insomma, “la politica non dovrebbe limitarsi a promuovere una serie di iniziative, ma essere progettazione”.a cura di Gigliola Alfaro(21 dicembre 2006)