“Che fare, se in futuro la culla rimarrà vuota?”: questo il titolo della conferenza stampa congiunta dell’Accademia austriaca delle scienze (Öaw) e del Forum Austria sostenibile, svoltasi a Vienna il 19 dicembre. Nel corso della conferenza sono stati illustrati i dati più recente sull’andamento demografico in Europa: secondo l’Eurobarometro, l’Austria è il Paese in cui si rileva il minor desiderio di avere figli. “Oltre un terzo degli uomini di età compresa tra i 25 e i 39 anni non vuole bambini”, ha riferito il demografo Wolfgang Lutz, direttore dell’Istituto demografico dell’Öaw: “ciò potrebbe significare che il già basso tasso demografico in Austria possa ulteriormente diminuire in futuro, con tutte le conseguenze per la nostra società”. “Fino a poco tempo fa sembrava impensabile che potesse verificarsi un’ulteriore diminuzione del tasso di fertilità, attestato a circa 1,4 bambini per donna; tuttavia, stando agli ultimi dati, questa possibilità è da tenere in considerazione. Se questa tendenza dovesse continuare, ciò significherebbe che, pur considerando un’immigrazione moderata, nel 2050 oltre la metà della popolazione avrebbe più di 60 anni e entro fine secolo la popolazione austriaca sarebbe dimezzata”. Lutz ha esortato a contrastare “questi scenari di paura” con un “ampio dibattito pubblico sul perché così tanti giovani austriaci non vogliano avere figli oppure ne vogliano pochi”. Occorrono a tal fine, ha sottolineato, “maggiori mezzi per la ricerca” demografica in un Paese, quale l’Austria, in cui non esiste neanche una cattedra di demografia. “L’obiettivo principale di una politica favorevole ai bambini deve consistere nell’offrire ai giovani una prospettiva di futuro economicamente sicuro”.