GRAN BRETAGNA
Bullismo: un fenomeno inquietante
Oltre ventimila bambini e ragazzi ogni giorno marinano la scuola piuttosto che subire le angherie dei compagni prepotenti. Portatori di handicap e minoranze etniche – soprattutto di religione musulmana dopo gli attacchi del 7 luglio 2005 – sono i bersagli preferiti dai teppisti, sempre più frequenti negli istituti britannici. Queste le ultime cifre sul bullismo in Gran Bretagna, fenomeno che registra sempre più casi anche in diversi Paesi europei. Preoccupante anche quello degli abusi sessuali inflitti agli insegnanti. L’Associazione nazionale degli insegnanti ha denunciato, durante una recente audizione in Parlamento, che “la pratica di toccare e molestare sessualmente giovani insegnanti donne è in continua crescita, qualcosa come il 69% su base nazionale. Il problema è che le denunce per abusi sessuali sono nella maggior parte dei casi ignorate o addirittura giudicate infondate”. UNA SITUAZIONE IMBARAZZANTE. Una situazione inquietante che ha convinto il governo guidato da Tony Blair a stanziare un extra-budget di 480 mila sterline, quasi 700.000 euro per intervenire nelle scuole attraverso un programma di mentoring, figure di riferimento tra gli alunni più grandi e dal carisma più forte con i quali le vittime di atti di bullismo possono parlare e denunciare gli abusi subiti. Nelle scuole in cui il ‘pupil mentoring scheme’ è attivo (una su dieci in tutta l’Inghilterra), gli atteggiamenti aggressivi sono crollati nell’arco di due anni di quasi l’85 per cento. Una soluzione che però, al pari della proposta del ministro dell’Istruzione Alan Johnson di multare fino a mille sterline, oltre millequattrocento euro, i genitori di ragazzi che si rendano protagonisti di comportamenti antisociali, si prospetta solo come tampone. COMMERCIALIZZAZIONE DELL’INFANZIA . L’infanzia prescolastica non sta molto meglio. Secondo il rapporto intitolato “La commercializzazione dell’infanzia” e sponsorizzato dal Primate anglicano Rowan Williams i bambini sono ormai bersaglio di campagne di marketing che fanno spesso uso di immagini di sesso e puntano a comunicare loro come devono vestirsi e che cosa devono comprare. Sette bambini ogni dieci, con tre anni di età conoscono il logo di Mc Donald’s, ma soltanto la metà il loro cognome. CLIMA DI PAURA . Di questa situazione “preoccupante” Helen Bardy, responsabile della pastorale giovanile per la Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles individua le cause “nel tipo di società nella quale viviamo. Esiste spesso un clima di paura nel quale le persone temono di difendere il più debole, si vede per strada quando nessuno interviene se qualcuno viene attaccato o colpito. La crisi della famiglia allargata ha contribuito a questa situazione. I genitori lavorano tutto il giorno e i bambini vengono affidati fin dalla più tenera età agli asili nido o abbandonati davanti alla televisione”. “Il rispetto dell’autorità – spiega ancora Bardy – si comunica attraverso un rapporto umano come quello tra genitore e figlio, nipote e nonno, o tra giovani e anziani. Con la fine della famiglia estesa questo rapporto non esiste più e i figli non vengono educati al rispetto degli altri, siano essi i più deboli o gli anziani. Ciò appare più evidente quando i bambini vanno a scuola; agli insegnanti viene chiesto di colmare il vuoto educativo lasciato dalla famiglia e si tratta di un lavoro molto difficile”. Tra i cambiamenti “negativi della società” Bardy elenca anche “la perdita del senso di comunità. In passato si conoscevano i propri vicini, ci si sentiva parte di una identità più grande, oggi papà e mamma spesso lavorano lontano dalla casa, trascorrono la maggior parte del tempo in viaggio”. Circa le misure introdotte da Tony Blair per tentare di arginare la violenza minorile, come multe ai genitori e schemi di mentoring, la responsabile per la pastorale giovanile inglese non ha dubbi: “le punizioni? Non credo che funzionino, penso che un comportamento pericoloso debba essere corretto all’interno di un rapporto, in una relazione d’affetto ma questo è sempre più difficile”.