EUROBAROMETRO

I tre valori prioritari

Differenze e convergenze dei cittadini Ue

“L’inchiesta di Eurobarometro mostra che alla vigilia del cinquantesimo anniversario dei Trattati” istitutivi della Comunità, “i cittadini associano chiaramente l’Unione a valori universali come i diritti dell’uomo, la pace e la democrazia”. MARGOT WALLSTRÖM , vice presidente della Commissione Ue, commenta l’indagine di Eurobarometro diffusa il 19 dicembre. Per la prima volta l’istituto demoscopico ha rilevato, oltre ai giudizi sul processo di integrazione, anche le opinioni su alcuni temi di rilevanza sociale e politica e i valori in cui credono gli europei. ALLARGAMENTO: CITTADINI DIVISI. Riguardo il cammino dell’Unione e le sue attuali difficoltà, Eurobarometro ripercorre tre indicatori principali: fra i cittadini intervistati emerge che il “sostegno all’appartenenza europea” raggiunge il 53% di risposte positive (-2% rispetto all’indagine svolta la scorsa primavera); per la “percezione dei vantaggi di appartenenza all’Ue” si raggiunge il 54% di consensi (dato invariato); mentre l'”immagine” dell’Unione è positiva presso il 46% del campione (-4%). L’Ue suscita inoltre negli intervistati più fiducia dei governi nazionali. Infatti “i cittadini i quali considerano che le cose evolvano nella giusta direzione a livello Ue sono più numerosi di quelli che hanno questa opinione concernente il loro proprio paese (33% contro 28%)”. Wallström commenta: “Gli europei chiedono una riforma sul funzionamento dell’Ue e la gente si attende molto” dalle istituzioni dell’Unione. L’indagine di Eurobarometro registra che “lo scarto tra i partigiani e i detrattori di un nuovo allargamento dell’Ue nei prossimi anni è minimo”: si dichiara favorevole, infatti, il 46% degli intervistati, mentre i contrari sono il 42%. D’altro canto “una larga maggioranza dei cittadini è a favore di una politica estera comune” fra gli Stati membri (68%); ancora superiore la percentuale di quelli che vedrebbero con favore un’azione congiunta nel campo della sicurezza e della difesa (75%). PACE E DIFESA DELLA VITA. Interessanti le annotazioni sui “tre valori prioritari che rappresentano meglio l’Ue agli occhi dei cittadini”: al primo posto si collocano i diritti dell’uomo, quindi la democrazia e subito dopo la pace. Differente il discorso circa i valori cui gli europei “riservano maggior importanza a titolo personale. In questo caso spicca al primo posto la pace (52%), seguita dal rispetto della vita umana (43%) e dai diritti dell’uomo (41%). Di seguito il voto degli intervistati va alla democrazia, alle libertà individuali; preoccupante, in tal caso, l’ultimo posto assegnato alla religione. Occorre naturalmente precisare – come peraltro fanno sempre gli esperti – che i risultati di un sondaggio d’opinione dipendono dalle domande poste, dalle modalità in cui i quesiti vengono formulati, dal campione individuato. Notevoli, inoltre, le differenze da Stato a Stato, a secondo delle condizioni culturali e sociali nonché dalle tradizioni storiche e religiose del paese. NO ALLA CANNABIS, DIFFIDENZA VERSO GLI STRANIERI. Eurobarometro chiedeva poi di esprimere un parere su varie tematiche. All’affermazione se sia necessario “punire più severamente i criminali” (senza specificare il reato) l’85% delle persone s’è detto d’accordo e il 12% contrario; la differenza è dovuta agli indecisi. Il 64% è dell’opinione che servano più libertà e giustizia, anche a scapito di una minor libertà individuale. Il 26% si dice favorevole a legalizzare il consumo di cannabis; i “no” raggiungono il 68%. Sulla presenza di immigrati nella Comunità l’opinione pubblica è divisa, ma in genere continua a prevalere la diffidenza verso gli stranieri. All’affermazione secondo cui gli immigrati “portano vantaggi ai nostri paesi”, il 40% del campione è d’accordo, mentre il 52% è contrario. Riguardo l’autorizzazione dei matrimoni fra omosessuali il 49% dei cittadini dell’Unione è contrario, i favorevoli raggiungono il 33%. Ancora più elevata la quota di “no” alle adozioni di bambini da parte di coppie gay: i contrari sono il 61%, i favorevoli il 32%. In genere si può osservare che gli orientamenti più “secolarizzati” hanno prevalenza nei paesi nordici e dell’Europa centrale; l’atteggiamento opposto si registra per lo più nei Paesi mediterranei e orientali. IL RILIEVO DELLA RELIGIONE. Al quesito se la religione abbia “un posto troppo rilevante” nei Paesi europei, il 46% degli intervistati dice “sì”, mentre il 48% non è d’accordo con questa affermazione. Eurobarometro commenta: “Gli europei sono divisi sul rilievo della religione nella società. L’analisi sociodemografica mette in luce leggere differenze secondo l’età, il livello di studio e la tendenza politica”. Ma le maggiori diversità “si situano tuttavia fra Paese e Paese”. Le risposte che affermano l’eccessivo rilievo della religione nel proprio Paese si registrano in percentuale più elevata a Cipro (81%), Malta (70), Italia (63), seguite da Slovacchia, Polonia, Regno Unito, Portogallo e Spagna. Le percentuali più basse sono, invece, in Estonia (20%), Finlandia (23%), Lettonia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Danimarca.