Tra fatica e fiducia

“VISITA AD LIMINA”

Occasione missionaria. “La realtà campana, pur ricca di storia, arte e cultura, è anche terra martoriata, carica di contraddizioni e di ombre. Le Chiese campane ne interpretano le attese, costituendo, in molti casi, punto di riferimento che alimenta la speranza verso il futuro”. Così il card. Crescenzio Sepe, che aggiunge: “Il territorio della Regione si presenta frammentato e complesso, con realtà profondamente diverse per la consistenza numerica della popolazione, le caratteristiche geografiche e le vicende storico-sociali. Questo territorio, tuttavia, è caratterizzato da forti tradizioni religiose”.

Tale aspetto, per il porporato, costituisce “un’occasione missionaria di grande portata. Si tratta di aiutare a purificare le forme della devozione popolare, ancora largamente presenti, come espressione di fede e momento importante per un’evangelizzazione a larga scala, tenendo conto dei tanti problemi presenti: dalla piaga della disoccupazione e del lavoro nero, a quella della criminalità organizzata che condiziona l’attività imprenditoriale; dall’individualismo e dal familismo esasperato all’illegalità diffusa a vari livelli”. Di fronte a tali situazioni “la gente ancora considera la Chiesa punto di riferimento umano e morale, oltre che religioso e spirituale”.

Formare le coscienze. Tra i problemi della Campania, il card. Sepe sottolinea in particolare “la piaga endemica della mancanza di lavoro, specie per i giovani” e “forme diffuse di lavoro nero”. Inoltre, “molti giovani sono costretti ad emigrare in altre regioni per un lavoro stabile, con conseguente fuga di cervelli dai nostri paesi”. Va tuttavia segnalata “l’azione incisiva ed efficace della pastorale sociale e del lavoro. Sono state condotte in più casi esperienze di intermediazione che hanno rasserenato ambienti di lavoro in crisi favorendo il dialogo tra le parti, così come all’interno di alcune realtà industriali è stato possibile tessere rapporti duraturi, grazie alla testimonianza dei credenti al loro interno”.

Di grande rilievo è anche “l’opera formativa e di promozione di nuove realtà lavorative, condotta a sostegno dei giovani dal Progetto Policoro, che ha favorito la nascita di diverse cooperative”. Tutto questo, per il card. Sepe, “implica inevitabilmente la formazione di un laicato capace di vivere la propria fede come principio di una testimonianza incisiva che si misura con i problemi del mondo alla luce del Vangelo”. Di qui l’urgenza di riproporre all’attenzione delle comunità ecclesiali e della società civile “la conoscenza della Dottrina sociale della Chiesa, ma anche la necessità di ricollocare al centro dell’azione pastorale la formazione di coscienze che sappiano leggere la storia con lucidità e, con coraggio e libertà, sappiano assumere in essa le proprie responsabilità”.

Cambio di mentalità. Dopo il Convegno di Verona appare, per il porporato, sempre più urgente che “l’azione pastorale sia pensata e vissuta in comunione e nella comunione del popolo di Dio”. Si avverte, quindi, l’esigenza di un cambio di mentalità: “da una pastorale di conservazione ad una missionaria e di primo annuncio. Per favorire tale crescita appare essenziale puntare sulla formazione”. Occorre, poi, “anche attraverso il fattivo contributo delle famiglie, portare l’annuncio del Vangelo dove la gente vive e sperimenta situazioni che hanno bisogno di una parola di speranza come ad esempio la malattia e la sofferenza, la presenza in famiglia di una persona handicappata, la disoccupazione o la mancanza di casa, la solitudine e l’abbandono in età anziana”. È possibile, infine, promuovere sul territorio, come avviene già in alcune diocesi, conclude il cardinale, “Centri di ascolto del Vangelo, pensati quali articolazioni della parrocchia”.


Scheda della Regione ecclesiastica Campania

La Regione ecclesiastica Campania è composta da 25 diocesi: Napoli, Acerra, Alife-Caiazzo, Amalfi-Cava de’ Tirreni, Ariano Irpino-Lacedonia, Avellino, Aversa, Benevento, Capua, Caserta, Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, Ischia, Montevergine, Nocera inferiore-Sarno, Nola, Pompei, Pozzuoli, Salerno-Campagna-Acerno, Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, Sant’Angelo de’ Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, Sessa Aurunca, Sorrento-Castellammare di Stabia, Teano-Calvi, Teggiano-Policastro, Vallo della Lucania.

Presidente della Conferenza episcopale campana è il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli; vice presidente è mons. Gerando Pierro, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno; segretario mons. Michele De Rosa, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. Le parrocchie sono 1.819, i sacerdoti secolari 2.283, quelli regolari 1.312, i diaconi permanenti 468. La regione ecclesiastica copre un territorio di 13.926 chilometri quadrati; gli abitanti sono 5.909.035. Le Province sono cinque: Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno; i Comuni 551.

Dal punto di vista ecclesiale, nel 61 d.C. quando San Paolo sbarcò a Pozzuoli, trovò in terra campana alcuni “fratelli”, segno che il cristianesimo già era giunto in questa parte dell’Italia meridionale. Per il IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, il testimone scelto dalla Conferenza episcopale della Campania è stato Giovanni Palatucci, morto nel campo di sterminio di Dachau (Germania) nel 1945, dopo aver salvato la vita a oltre cinquemila ebrei e perseguitati politici.

(10 gennaio 2007)