MARCHE
Su un blog la bozza di legge regionale sulla scuola
Nel 2007 le Marche si doteranno di una legge regionale sulla scuola, misura in qualche modo necessaria dopo che e la riforma del titolo V della Costituzione ha portato a una progressiva delega delle competenze, in questa materia, alle scuole autonome, agli enti locali e all’amministrazione scolastica. Tanti e numerosi gli obiettivi che la Regione si è posta a partire da quello fondamentale di garantire a tutti l’accesso all’istruzione: si va dalla qualità dei sistemi educativi e formativi al sostegno dell’autonomia scolastica, dalla creazione del sistema integrato dei servizi educativi e di istruzione per i bambini fino a 6 anni all’integrazione tra l’offerta formativa e le richieste del territorio e del mercato del lavoro, dall’organizzazione del sistema di istruzione e formazione professionale alla creazione di progetti, da concordare con gli enti locali, a favore degli immigrati, del recupero scolastico, e tanto altro ancora. Il ministero dell’Istruzione continuerà a dare gli indirizzi generali, ma la Regione, con questa legge, potrà decidere e intervenire a ogni livello scolastico. Il metodo adottato dalle Marche per l’elaborazione di questo documento è stato quello di presentare la bozza di legge in un ciclo di incontri provinciali, con insegnanti, dirigenti, sindaci e amministratori e di aprire un blog per permettere a tutti di discutere e suggerire modifiche. Un iter che richiede tempo e che probabilmente farà slittare l’approvazione definitiva della legge a giugno del 2007. Alcune questioni. Il presidente della provincia di Macerata dell’Associazione nazionale maestri cattolici (Aimc), Annamaria Foresi, prima premette che la cosa fondamentale dal suo punto di vista è che “la legge deve essere a servizio della persona, dello studente e non di altri interessi”, poi evidenzia alcuni nodi problematici che vanno chiariti. “Al momento in regione esiste un’offerta formativa diversificata in istruzione e formazione per far fronte all’obbligo scolastico, che occorre governare in qualche modo per rispondere alle nuove sfide. Dall’anno scolastico 2007-2008 entrerà infatti in vigore l’obbligo fino ai 16 anni e nella Finanziaria appena varata è stato prevista una norma per l’innalzamento dell’entrata nel mondo lavorativo proprio a 16 anni. Se un ragazzo vuole fare la scelta di entrare nel mondo del lavoro, bisogna prevedere un percorso per lui, da fare dopo i 14 anni: infatti, non è ancora chiaro chi e come si dovrà gestire la formazione in questi due anni in più”.Un’altra questione concerne l’autonomia. “Si dice che verrà rispettata – osserva Foresi – ma non si spiega come: io penso che l’ente si debba porre nell’ottica di un federalismo cooperativo e solidale e non creare un nuovo potere centralistico che sostituisca quello precedente. Spero solo che questa fase di discussione pubblica della legge significhi anche un maggiore coinvolgimento di noi associazioni e un approfondimento più sul merito che sui principi”.Valorizzare le scuole paritarie. Don Gesualdo Purziani, presidente provinciale di Ancona della Fism, Federazione italiana scuole materne cattoliche, punta naturalmente la sua attenzione sulla parte della bozza di legge regionale relativa alla scuola dell’infanzia: “Nel testo legislativo regionale si parla di sistema integrato dei servizi educativi e di istruzione per i bambini e le bambine fino a 6 anni. Dato che quando si parla di sistema integrato dei servizi spesso si intende anche la sussidiarietà tra pubblico e privato, mi chiedo se si intende valorizzare le realtà funzionanti da anni, scuole materne paritarie e servizi all’infanzia annessi”.Per il sacerdote, “vale la pena ricordare che nelle Marche già funzionano centoquattro scuole materne paritarie e molte di queste sperimentano da anni le sezioni di micronido o comunque un servizio all’infanzia dai venti ai trentasei mesi”. A giudizio di don Purziani, “sarebbe anche il caso di ribadire, nella legge, il diritto di scelta delle famiglie e di sostenere tutte quelle realtà di gestione privata che garantiscono un servizio pubblico qualificato e trasparente e che propongono un progetto educativo”.Una legge da “costruire”. Il vice-preside della scuola media “Fracassetti-Betti” di Fermo, Pino Malaspina ritiene la bozza di legge regionale “buona, ma ancora tutta da costruire. Certo garantire l’accesso e il successo scolastico è condivisibile, ma poi farlo veramente è una bella impresa e occorrono i fondi adeguati. Credo che l’accesso si faciliti migliorando anche il sistema dei trasporti e il successo dovrà passare per la personalizzazione dei piani di studio e la realizzazione di strutture giuste per le diverse esigenze”. L’accesso al lavoro è “un’altra priorità importante, da raggiungere individuando degli standard di qualità nel sistema dell’istruzione e della formazione”. “Ritengo poi significativo, nella bozza di legge – conclude Malaspina -, il riferimento agli alunni stranieri: mi auguro anzi che questo punto venga approfondito, soprattutto sul versante della mediazione linguistica e culturale con gli studenti e le loro famiglie”.a cura di Simona Mengascini(10 gennaio 2007)