A conclusione del Forum tenutosi a Lisbona, (Forcim), le organizzazioni cattoliche che si occupano di immigrazione hanno emesso un documento, in cui avanzano alcuni suggerimenti per migliorare la bozza progettuale del Piano Nazionale per l’Immigrazione (Pnai), presentata ufficialmente dal governo portoghese lo scorso 18 dicembre. Le organizzazioni hanno avanzato alcune osservazioni di carattere generale, notando che la bozza “presenta un approccio più reattivo che preventivo, fornisce rimedi, ma non tende ad agire sulle cause dei problemi”. Inoltre, “manifesta una sottesa intenzione centralizzatrice delle azioni di accoglienza e di integrazione attorno ai Cnai (Centri nazionali di appoggio all’immigrato) dell’Acime (Alto Commissariato per l’immigrazione e le minoranze etniche), rendendo fragili altre strutture operative già esistenti”. Assegna, infatti, “una funzione poco rilevante alla società civile, svalutando il rilevante ruolo delle associazioni di immigrati, ong, istituzioni private di solidarietà sociale), centri di appoggio (locali e municipali), parrocchie e altri partners sociali”. “Una più accorta politica di ulteriore coinvolgimento e mobilitazione della società civile – osservano -, può invece condurre ad un ampliamento di efficaci ‘reti locali’, soprattutto al di fuori delle grandi aree metropolitane di Lisbona e Porto”. Tra gli aspetti positivi del Piano nazionale si evidenzia una “‘promessa’ articolazione ministeriale e coordinazione interna delle pratiche amministrative, formative e sociali, che possono costituire una valida risposta al problema della burocratizzazione, della disinformazione e delle ‘infernali’ difficoltà incontrate dall’immigrato, che hanno dato luogo a numerose vicende di irregolarità e clandestinità”.