PRESIDENZA UE

Una questione vitale

Senza una nuova Costituzione l’Europa rimarrebbe paralizzata

All’inizio dell’anno la Germania ha assunto la presidenza di turno dell’Unione europea mentre è di ieri 15 gennaio, la notizia della nomina a presidente del parlamento europeo, del tedesco Hans-Gert Poettering. Grandi sono le aspettative riposte nei confronti del cancelliere tedesco, Angela Merkel, e del suo governo. Gli stati membri dell’Unione europea sperano che i tedeschi riusciranno a rilanciare il processo di integrazione che aveva subito un impasse dopo la bocciatura referendaria della Costituzione europea da parte della Francia e dell’Olanda. Su quali basi si poggiano queste aspettative? Sicuramente non sono state alimentate dalla Germania – è vero piuttosto il contrario. Nel periodo che ha preceduto l’inizio della presidenza tedesca, gli esponenti politici tedeschi hanno cercato di limitare queste aspettative, di fare presente le difficoltà oggettive della situazione e di sottolineare che nessuna presidenza dispone di mezzi e strumenti atti a smuovere una tale situazione di stallo, senza il contributo di tutti gli altri stati membri. È questo il motivo alla base della scelta del motto: “L’Europa è vincente se unita”.Le speranze riposte in Angela Merkel si basano su due motivi principali. In primo luogo, il cancelliere tedesco ha dimostrato le sue capacità di leadership sin dalla sua prima partecipazione ad un vertice europeo. Nel dicembre 2005, quando si discuteva sulle prospettive finanziarie fino all’anno 2013, la Merkel è riuscita, in una situazione molto complessa, a mettere d’accordo le parti, sebbene non fosse lei ad avere la presidenza, bensì Tony Blair che in quella situazione ha dimostrato di non aver in mano le redini della situazione. Questo successo è da attribuire al fatto che alla Merkel non interessava veder lusingate le proprie vanità e soddisfatto il desiderio di prestigio personale, ma cercare il miglior risultato possibile in quella determinata situazione, anche a costo di dove rinunciare ai propri interessi.Per far questo è necessaria un’accurata preparazione, uno studio approfondito dei problemi, una consapevolezza degli interessi e delle esigenze delle altre parti, un’analisi delle soluzioni prospettate e una valutazione delle soluzioni alternative.In secondo luogo, Angela Merkel è oltre che presidente del Consiglio europeo anche cancelliere della Germania, lo Stato membro più grande dell’Unione europea che per tale motivo ha assunto di fatto un ruolo guida all’interno dell’Unione europea, anche se Berlino non se ne vanta apertamente.Questo ruolo guida è in questo momento ancora più evidente, in quanto sia la Francia, sia la Gran Bretagna – i due Paesi che nel passato hanno rivendicato per se stessi questo ruolo guida – a causa delle imminenti elezioni politiche che porteranno ad un cambio della guardia al vertice, sembrano paralizzate. Questa paralisi della politica inglese e francese favorirà o al contrario ostacolerà il consenso sulle decisioni fondamentali? Entrambe i casi sono possibili. Sarà compito della presidenza tedesca venirne a capo per poter individuare gli elementi comuni grazie ai quali sarà possibile presentare proposte accettabili da tutti. Ciò vale soprattutto per quanto riguarda il futuro del progetto di trattato della costituzione europea. Che cosa si deve e che cosa si può fare perché essa venga ripristinata nell’agenda politica dell’Ue e si possa abbreviare il cammino verso la ratifica? Si tratta di una questione di vitale importanza, poiché l’Europa senza una nuova Costituzione rimarrebbe paralizzata. Questo sarà anche il terreno su cui si misurerà la capacità di leadership di Angela Merkel. Il Cancelliere tedesco ha qualche idea nel cassetto che saggiamente non svelerà prima di essere sicura di avere il consenso degli altri membri dell’Ue, probabilmente solo verso la fine della presidenza, ossia in giugno. Un’importante tappa in vista di tale traguardo sarà rappresentata dalla dichiarazione che la signora Merkel presenterà ai capi di Stato e di Governo in occasione del 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma.Esistono naturalmente numerosi altri temi e progetti che dovranno essere portati avanti nell’interesse dell’Ue e dei suoi membri: l’approvvigionamento energetico, il cambiamento climatico, la deregulation (deregolamentazione) e la politica migratoria, solo per citarne alcuni. Ci sono inoltre le crisi internazionali per le quali l’Ue dovrebbe prestare il suo aiuto e offrire la sua mediazione. Insomma il cancelliere tedesco ed il governo della Grande Coalizione di cristiano-democratici e socialdemocratici hanno ancora molta strada da fare. Meno male che almeno sulle questioni internazionali ed europee esiste un ampio consenso tra i partiti al governo.