GERMANIA
Chiese cristiane e impegno culturale
“Il contributo, anche finanziario, dato dalle Chiese cattolica ed evangelica alla vita culturale tedesca è enorme ma non riconosciuto.” Per mettere al centro dell’attenzione pubblica l’importanza delle Chiese in questo campo, la Herder-Korrespondenz presenta nella sua edizione di dicembre uno studio sull’impegno della Chiesa (in particolare di quella cattolica). Di seguito un sintesi a cura di Irene Vogt. L’IMPEGNO SCONOSCIUTO. Tra i personaggi del mondo artistico e culturale si sta diffondendo un nuovo interesse per le questioni religiose e per la tradizione cristiana, riconosciuta come uno degli elementi più decisivi, se non addirittura il più decisivo per l’identità culturale dell’Europa. Ma, mentre è molto apprezzato l’impegno delle Chiese cattolica ed evangelica nel campo sociale, quello nel campo culturale non viene valutato in modo adeguato. Il contributo annuale per la cultura da parte delle Chiese si aggira sui 4,4 miliardi di euro. Superando i comuni (3,5 miliardi ) e i Länder (3,4 miliardi ), le Chiese possono così esser considerate tra i “principali attori politico-culturali della Germania”. MATTHIAS THEODOR VOGT (autore dello studio sul lavoro culturale della Chiesa, commissionato dalla Conferenza episcopale tedesca -Dbk-) mette in rilievo che tale contributo continua ad esser sottovalutato anche nelle statistiche. “Le Chiese sono una potenza politico-culturale ampiamente sconosciuta,” sottolinea anche OLAF ZIMMERMANN , direttore del Consiglio culturale tedesco, nell’edizione autunnale della rivista “Politica e Cultura”. E il cardinale KARL LEHMANN , presidente della Dbk, a settembre, dopo l’assemblea plenaria a Fulda, rileva nella conferenza stampa quanto “questo contributo torni a profitto dell’intera popolazione”. LA CHIESA PER LA CULTURA. Le attività promosse dalla Chiesa hanno luogo soprattutto in istituzioni fisse, come le accademie cattoliche, dove arte e cultura assumono un ruolo di primo piano. Inoltre “esistono padri spirituali per artisti; in tante diocesi si celebra il ‘mercoledì delle Ceneri degli artisti’, ci sono commissioni diocesane per l’arte, associazioni d’arte cattoliche e, non da dimenticare, 43 musei diocesani con più di un milione di visitatori l’anno”. Non è facile delimitare il campo culturale dovendo tener conto di altri campi di azione della Chiesa come liturgia, istituti di formazione e i mass-media cattolici. Chiese nuove vengono costruite solo di rado, ma l’onere per la ristrutturazione e il riadattamento di case di Dio’, dove entro i prossimi dieci anni verrà forse un giorno celebrata la messa per l’ultima volta, non è indifferente. La Chiesa investe ogni anno sui 400 milioni di euro nella tutela dei suoi monumenti che vengono visitati da circa 90 milioni di persone. All’attivo del lavoro culturale della Chiesa si deve però rilevare soprattutto la musica sacra. “Ai 1.600 o più organisti e direttori di coro a tempo pieno, si devono aggiungere i 17.000 musicisti liberi professionisti o volontari, il cui compito, oltre all’accompagnamento musicale della messa, comprende anche l’organizzazione di concerti.” Ci sono 18.860 cori e orchestre cattolici con quasi 425.000 musicisti non professionisti. Da non sottovalutare sono pure le biblioteche parrocchiali (il 40 % di tutte le biblioteche pubbliche tedesche dipende dalla Chiesa cattolica) e il lavoro cinematografico ben istituzionalizzato con il “Katholisches Filmwerk” a Francoforte, la partecipazione ad alcune società di produzione e la rivista “Filmdienst”. INVESTIMENTI DELLA CHIESA. “Uno dei temi principali della Conferenza episcopale ha riguardato il rapporto tra cultura di alto livello e cultura di popolo, la relazione tra impiegati a tempo pieno e volontari. I vescovi hanno messo in evidenza l’impossibilità di realizzare l’una senza il sostegno dell’altra. Perciò sono necessari gli impiegati a tempo pieno per dotare i volontari dei requisiti necessari. Solo in questo modo è attuabile un’offerta di cultura di massa radicata nella chiesa e contenuta nei prezzi”. HEINRICH MUSSINGHOFF , vescovo di Aquisgrana e presidente della commissione per la scienza e la cultura della Dbk, ha messo in rilievo l’importanza del lavoro culturale diversificato e del dialogo con l’arte per il compito fondamentale della Chiesa. “Per i vescovi la promozione del lavoro culturale cattolico non è ‘una sovvenzione, ma un investimento’. L’impegno culturale viene visto dai vescovi come parte irrinunciabile dell’incarico missionario della chiesa proprio perché esso torna a profitto di tutti”. Società, mondo politico e Stato – considerando anche le proprie difficoltà finanziarie – stanno iniziando a comprendere l’impegno culturale delle Chiese come un tesoro da riscoprire. Ora è tempo che anche all’interno della Chiesa si diventi consci del valore del proprio impegno per evidenziarlo adeguatamente verso l’esterno.