La nuova sfida per la Chiesa greco-cattolica Ucraina è quella di lavorare per gli emigrati. Se ne è parlato nei giorni scorsi nella curia dell’arcidiocesi di Leopoli per i cattolici di rito bizantino in Ucraina, in un incontro con i rettori dei seminari di rito bizantino in Ucraina, ed i superiori dei religiosi. Secondo il cardinale Lubomyr Husar, arcivescovo dei greco-cattolici ucraini, la chiesa greco-cattolica in Ucraina deve crescere verso tre direzioni: “parrocchiale, creando anche nuove parrocchie; missionaria ed ecumenica”. “Ma la nuova sfida per la Chiesa greco cattolica in Ucraina è lavorare per gli emigrati”, ha detto il card. Husar. Perciò sono stati già fatti alcuni passi, mandando all’estero dei sacerdoti che si occuperanno dei fedeli ucraini di rito bizantino in Italia, Spagna e Irlanda, anche se la disponibilità di preti rimane scarsa. Intanto la commissione Giustizia e pace dell’arcidiocesi di Leopoli ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Iuschenko, al presidente del Parlamento Moroz e al primo Ministro Ianucovich chiedendo di ratificare la Convenzione europea dei diritti dei lavoratori migranti dal 1977 e la Convezione Onu per i diritti dei migranti e delle loro famiglie per assicurare a quelli che ritornano in patria la loro reintegrazione nella società. Intanto domenica 14 gennaio, nella chiesa di San Basilio a Kiev, è stata celebrata la solennità del fondatore della Congregazione di rito orientale che da lui prende nome, i Padri basiliani. Per la chiesa greco-cattolica di Ucraina, ha detto il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Ivan Jurkovic, al termine della solenne celebrazione liturgica di rito orientale presieduta dal vescovo Bogdan Dzierach, “la festa di san Basilio, che può essere considerato il fondatore del monachesimo cristiano, è la seconda per importanza, dopo la nascita di Gesù, del tempo di Natale”.